Dove mangiare in Emilia-Romagna: quattro perle da visitare (e i ristoranti)

Dove mangiare in Emilia-Romagna. Anche quest’anno pare che il turismo domestico sia la carta vincente in uno scenario che purtroppo comincia nuovamente a preoccupare in tema di contagi da Covid-19. La nostra fortuna è poter godere di piccoli borghi, luoghi unici dove storia, arte, tradizioni ed enogastronomia si incontrano facendo passare in un batter d’occhio la nostalgia dei viaggi internazionali.

Abbiamo selezionato quattro perle in Emilia-Romagna, quattro borghi da visitare, senza dimenticare, ovviamente, la meta che ci sta più a cuore: quella dedicata alla tavola.

Dove mangiare in Emilia-Romagna

Scopri tutte le novità di Bologna su Puntarella Rossa

La strada del culatello – Polesine Parmense 

Quella dedicata al culatello è una strada inserita nel progetto delle Strade dei Vini e dei Sapori dell’Emilia Romagna che si snoda all’interno della Bassa Parmense. Un’ottantina di chilometri per percorrere in auto lungo il Po i Comuni della Bassa (Parma, Fontanellato, San Secondo, Soragna, Busseto, Polesine Parmense, Zibello, Roccabianca, Sissa, Colorno) ognuno dei quali nasconde alcune piccole attrazioni e luoghi che meritano una breve sosta per una visita: Fontanellato – Rocca San Vitale; San Secondo Parmense – Rocca dei Rossi; Soragna – Rocca di Soragna Dimora Meli Lupi, Museo del Parmigiano Reggiano; Busseto – Teatro Giuseppe Verdi, Casa Natale di Giuseppe Verdi (Roncole), Casa Barezzi, Museo Renata Tebaldi; Polesine Parmense – Antica Corte Pallavicina, Museo del Culatello; Zibello – Museo della Civiltà Contadina “Giuseppe Riccardi”, Palazzo Pallavicino; Sissa – Rocca dei Terzi; Colorno – Reggia di Colorno.

DOVE MANGIARE

Antica Corte Pallavicina 

antica corte pallavicina

Una vera e propria Corte risalente al 1320 che si affaccia sul fiume Po e ne raccoglie l’umidità benefica per far stagionare il re dei salumi, il Culatello. Qui, alla fine del 1700 Maria Luigia duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla vi insediò la sua guardia di frontiera, i “Dragoni”, a salvaguardia dei traffici fluviali. Nel 1850 venne suddivisa in piccole abitazioni dove vivevano contadini, pescatori, carrettieri e artigiani. È però grazie alla famiglia Spigaroli, che dopo vent’anni di restauri e l’acquisto del podere e del palazzo nel 1990, l’Antica Corte Pallavicina è oggi aperta al pubblico nella veste di uno splendido Relais. Le cantine dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi sono oggi piene di culatelli e ospitano il Museo del Culatello, la suggestiva cucina con soffitto a cassettoni e le eleganti sale affrescate ospitano il ristorante, una stella Michelin, guidato dallo chef Massimo Spigaroli che qui propone una cucina che definisce “Gastro-Fluviale”. Il complesso comprende anche l’Hosteria del Maiale, ispirata alle antiche hosterie medievali, e undici eleganti camere.

Antica Corte Pallavicina. Strada del Palazzo Due Torri 3, Polesine Parmense (PR). Tel. 0524 936539. Facebook, Instagram, Sito Web

Santarcangelo di Romagna

Un antico borgo medievale che sorge sulla via Emilia a 10 km a nord di Rimini e 20 km a sud di Cesena, Santarcangelo di Romagna è una perla dell’entroterra che vale la pena scoprire per la sua identità romagnola e un’atmosfera creata intorno alla bellezza architettonica fatta di palazzi nobili, vicoli e piazzette, case borghigiane e dalle circa 160 grotte tufacee, alcune delle quali aperte al pubblico, scavate nella parte orientali del colle Giove, che formano una vera e propria città sotterranea.

DOVE MANGIARE

Osteria da Oreste 

osteria da oreste

Nel cuore di Santarcangelo, affacciata sulla piazza della Collegiata, è l’Osteria da Oreste, progetto nato dalla visione comune di quattro soci, Nicola Fanti, Giorgio Rattini, Alessandro Gotti e Lucia Chiavari, a farsi portavoce di condivisione e di una convivialità familiare, all’interno di un ambiente accogliente e curato nei minimi dettagli, ispirato al contesto e alle tradizioni locali.
Le proposte dello chef Giorgio Rattini sono accomunate da tre principi imprescindibili, genuinità, stagionalità e territorio, gli stessi rispettati dai produttori e fornitori locali da cui provengono le materie prime, che operano secondo principi di consapevolezza, sostenibilità e freschezza. Il menu cambia al variare delle stagioni e i piatti sono ideati dallo chef secondo una visione attuale volta a esaltare i sapori genuini dei prodotti del territorio romagnolo.

Osteria da Oreste. Via Pio Massani 14, Santarcangelo di Romagna (FC). Tel. 347 7703624. Facebook Instagram, Sito Web.

Santabago

santabago

A pochi passi dall’Osteria, in via Contrada dei Fabbri n° 11/13, si trova l’associazione culturale enogastronomica Santabago, dove il team di Osteria da Oreste ha creato un affascinante luogo privato dedicato all’arte, alla cultura e all’accoglienza del convivio tra le mura domestiche. Uno spazio per degustazioni enogastronomiche, incontri, esposizioni artistiche, letture e ascolti musicali a disposizione degli Associati. Proprio qui, fino al 9 gennaio 2022, si tiene Zvanì | Una mostra per Pascoli. Un evento tra opere d’arte, installazioni inedite, la tavola come ponte con l’arte e la performance di Maria Costantini. Oltre alla mostra, visitabile su prenotazione dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19:30 da mercoledì a domenica, è possibile prenotare i convivi, a cura dello chef Giorgio Rattini. Per accedere a Santabago è necessario associarsi.

Santabago. Via Contrada dei Fabbri 11/13, Santarcangelo di Romagna (FC). Tel. 379 1581354 – 348 3580544. Facebook, Instagram, Sito Web.

Coriano 

Nell’entroterra di Rimini, a metà strada tra San Marino e Riccione, si trova il borgo di Coriano costituito da 7 frazioni (Cerasolo, Ospedaletto, Passano, Mulazzano, Sant’Andrea in Besanigo, Cavallino, MonteTauro) ciascuna delle quali conserva i resti di un castello malatestiano. Questo piccolo borgo cela origini molto antiche che risalgono ai tempi degli Umbri, degli Etruschi e dell’Impero Romano ed è stato successivamente teatro della battaglia per lo sfondamento della Linea Gotica da parte dell’Armata inglese per la liberazione di Rimini e della Romagna. Il centro storico è caratterizzato da un’atmosfera medievale che si unisce a quella contemporanea del restauro nel secondo dopoguerra. Nei pressi del centro cittadino merita una visita il Castello Malatestiano di Coriano, il Teatro Cor.Te, che oltre a un cartellone che spazia dal teatro contemporaneo a quello dialettale ospita il Museo Marco Simoncelli – La storia del Sic e il Cimitero inglese, Coriano Ridge War Cemetery, dove riposano 1939 soldati del Commonwealth, caduti durante la battaglia per lo sfondamento della Linea Gotica.
Coriano è celebre anche per ospitare la comunità di San Patrignano, un’Organizzazione Non Governativa (NGO) che dal 1878 accoglie ragazzi e ragazze con gravi problemi di tossicodipendenza e permette loro di intraprendere un cammino di recupero.

DOVE MANGIARE

Ristorante Vite

ristorante vite

Vite è il ristorante di San Patrignano, un progetto che nasce dalla condivisione della passione per il cibo e il desiderio di far scoprire la genuinità dei prodotti frutto del lavoro dei ragazzi ospiti della comunità. Il Ristorante Vite, immerso nel verde tra vigne, si definisce “Agriturismo gastronomico” e propone piatti a base di materie prime da filiera controllatissima e locale, di produzione della cominità stessa o di piccoli produttori certificati e di presidi slow food, tipicità del territorio lavorate in modo creativo e in chiave contemporanea. È il giovane chef Davide Pontoriere a guidare la brigata di cucina seguendo una filosofia dove la stagionalità incontra la produzione propria di San Patrignano fatta di materie prime gastoronomiche ed enologiche. In menu oltre alle proposte alla carta è possibile scegliere tra tre diversi percorsi degustazione, Sapori di Vite (47 euro), Sapori di Mare (53 euro) e Sapori dall’Orto (41 euro).

Ristorante Vite. Via Montepirolo 7, Coriano (RN). Tel. 0541 759138. Facebook, Instagram, Sito Web.

Sp.accio

spaccio San Patrignano

In un’affascinante ex stazione di posta settecentesca, dal 2008, SP.accio è la vetrina della comunità di San Patrignano dove si possono acquistare salumi, formaggi, vino, birre artigianali, prodotti da forno ma anche borse e tessuti frutto dell’impegno dei ragazzi della comunità. Sp.accio è anche un ristorante pizzeria dove la pizza viene preparata con farine selezionate, pasta madre e una lunghissima lievitazione ed è il risultato di studio, ricerca e continue prove, al fine di ottenere un perfetto equilibrio tra sapore e leggerezza e tra tradizione e innovazione. Le proposte della cucina sono essenziali e volte ad esaltare l’eccellenza degli ingredienti tra cui i formaggi, i salumi, la carne di Chianina, le verdure e l’olio extra vergine di oliva provenienti dai campi e dagli allevamenti di San Patrignano. 

Sp.accio. Via San Patrignano 66, Coriano (RN). Tel. 0541 362600 – 338 9111712. Facebook, Instagram, Sito Web.

San Piero in Bagno – Bagno di Romagna 

San Piero in Bagno, nel fondovalle del fiume Savio, è sorto nel XIII secolo come “mercatale” del soprastante castello di Corzano e si è sviluppato con la lunga dominazione fiorentina che possiamo ritrovare nel tessuto urbano di impronta toscana. Una passeggiata nel centro storico, caratterizzato da eleganti palazzi sei-settecenteschi, permette di apprezzare i due ponti settecenteschi sul Savio e sul Rio. Salendo per circa due chilometri sul colle rotondo, o attraverso la medievale mulattiera, si giunge a Corzano, a dodici chilometri è invece possibile raggiungere la località di Rio Salso ricca di sentieri che portano al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e attraversando il paese di San Piero in Bagno, percorrendo una strada comunale, si giunge alla piccola frazione di Montegranelli, altura da cui si può godere del panorama dell’alta valle del Savio. San Piero in Bagno è collegato al borgo termale di Bagno di Romagna dove è possibile godere dei benefici delle acque ipertermali bicarbonato-alcalino-sulfuree che sgorgano in natura a una temperatura di 45 gradi.

DOVE MANGIARE

daGorini

daGorini

Un angolo di Romagna abbracciato fra le mura di una casa che porta il nome della famiglia dello chef Gianluca, come un tempo venivano chiamati i ristoranti e le trattorie. Lo chef rispecchia nei suoi piatti lo scorrere del tempo e l’espressione della campagna circostante, attraverso un lavoro sulla materia prima che testimonia un’evoluzione del gusto mai banale. Le materie prime sono principalmente quelle del territorio che circonda il ristorante, provenienti da fornitori di fiducia. Oltre alle proposte alla carta troviamo tre menu degustazione “La Vostra mano libera, da comporre selezionando le proposte dalla lista elle vivande (4 portate 56 euro o 5 portate 64 euro), “Passo dopo Passo, un percorso attraverso i piatti che rappresentano la storia della nostra cucina (7 portate 85 euro) e “Sensazioni e Suggestioni”, un percorso degustazione che è espressione del momento e dei pensieri in movimento (9 portate, 105 euro). 

daGorini. Via Giuseppe Verdi 5, S. Piero in Bagno (FC). Tel. 0543 1908056. Facebook, Instagram, Sito Web.

Seguici sui nostri social – Facebook e Instagram