Riparte la ristorazione, con regole a capocchia e “vision” a un metro

Riparte la ristorazione, con regole a capocchia e “vision” a un metro. 

Tracciamento a scacchiera. Dice che bisogna fare il tracciamento. Saremo inflessibili, sostengono i politici, dopo aver sentito gli esperti. Gli “scienziati” (ma siamo sicuri che si debba chiamarli così?) stabiliscono: cinque metri tra un ombrellone e l’altro; quattro metri tra un tavolo e l’altro. Poi arrivano i governatori, questi Masanielli del popolo e proclamano: un metro, un metro!  Dice, il tracciamento: se scopriamo un contagiato dobbiamo verificare la sua cerchia ristretta e le persone con cui è entrato in contatto. E allora ecco il dpcm-decreto-ordinanza-delibera: “Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 30 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy” (questa è l’ordinanza del Lazio, ma le altre son così). Quindi, capiamoci. Prenotazione non obbligatoria. Nomi e cognomi solo di chi ha prenotato. E gli altri? Sono immuni? Non son figli della serva? Avete sbagliato a scrivere le norme? Fateci sapere. (Santo Locatelli, aiutaci tu).

Dehors a scomparsa Dice che i ristoratori si lamentano sempre. Dice anche che molti non riapriranno. Seppelliti dai debiti. Schiacciati da mancanza di liquidità e di prospettive. Dice che lo Stato li aiuta. Un bel 25 mila euro di altro debito, che non arriva peraltro. Dice che sarà consentito allargarsi. La “vision”. Una città nuova. Dehors liberi. Buffo: a Roma per anni si è scatenata la caccia a tavolino selvaggio, agli untori delle strade libere. Si è ripristinato una norma antica riducendo i dehors che contagiavano la bellezza delle strade invase dai topi e dalla spazzatura. Ora si cambia. Si cambia? Non proprio. In tre mesi di deserto e lockdown, sindaci come la Raggi, ma non solo, hanno buttato via la possibilità di rivoluzionare la mobilità, di fare nuove strade pedonali, asfaltare, abbellire, cambiare sensi di circolazione, incrementare trasporti alternativi, ridare un senso alla città. Ora dice, dehors liberi. Dove? Quando? Come?
Aspettiamo fiduciosi, ma non troppo.

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