Un terzo dei ristoranti di Roma non riaprirà più dopo il coronavirus, addio a 390 gelaterie

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Un terzo dei ristoranti di Roma non riaprirà più dopo il coronavirus, addio a 390 gelaterie. La fosca previsione arriva dal Messaggero di oggi, che dà anche altri dettagli inquietanti: alla fine di questo incubo, sempre che finisca, mancheranno all’appello 27 mila negozi e botteghe di commercianti e artigiani. Dati agghiaccianti che arrivano dalla Cna di Roma e che segnano il perimetro del deserto che ci aspetta. La speranza è che non sia così e che qualche miracolo consenta all’economia di risollevarsi, riducendo i danni. Ma questo è quello che dicono le previsioni degli esperti.

Ristorante Torre alla Fondazione Prada

Non è solo una tragedia per chi è costretto a chiudere e per chi perderà il posto di lavoro (lo è, naturalmente, soprattutto per loro), ma anche per la città, che subirà un grave impoverimento del tessuto commerciale e quindi sociale che teneva viva la città. Sarà una Roma più tetra, senza quella ricchezza enorme data dalle piccole botteghe.

Secondo la Cna chiuderanno 2500 ristoranti e 2300 bar. Per gli altri, crollo del fatturato del 70 per cento. In chiusura anche 430 tra rosticcerie e paninoteche da asporto. Addio a 390 gelaterie. La Confesercenti ha calcolato un crollo di due miliardi di euro degli incassi di ristoranti e bar per il 2020. Vicini al fallimento 450 hotel. Picco di crisi negli esercizi del centro storico, che rischia di svuotarsi: reggeranno meglio le periferie densamente popolate.

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