Chef consulenti dei ristoranti, come prendere in giro i clienti

Chef consulenti dei ristoranti. Questo è un dialogo, non tanto immaginario, che si è svolto tra il nostro Er Murena e uno dei tanti chef blasonati che prestano il loro nome e il loro prestigio ai ristoranti in via di apertura. Naturalmente, speriamo, i “consulenti” non sono tutti così (o sì?).

Er Murena “Oi, tu che fai nella vita?”

  • “Il grande chef”.
  • Ah bello, e dove lavori?
  • “Beh, avrei un mio ristorante gourmet e luxury, ma non ci sto mai”.
  • Come non ci sei mai? E dove sei?
  • “In realtà faccio il consulente”.
  • E che roba è?
  • “Mah, non l’ho capito bene nemmeno io”.
  • Andiamo bene.
  • “E’ una roba tipo che quando apre un posto nuovo, io affitto il mio nome”.
  • Affitti il tuo nome? Cioè? Tipo che apre la trattoria dallo Zozzone e poi esce sui giornali e sui siti che lo chef è Paul Bocuse e invece è Pippo Lo Zozzone?
  • “Esatto. Ma chi è questo Paul Bocuse?”.
  • Niente, non ti preoccupare, era un esempio. Non mi prendere alla lettera. Ma dunque tu vai in quel ristorante a lavorare?
  • “Ma no, non capisci proprio nulla. Vado all’inaugurazione, metto la parannanza griffata, fingo di spignattare un po’, spadello, ammicco, poi nei giorni successivi mi faccio vedere in giro un paio di volte, alla cena dei blogger e giornalisti e quando viene qualcuno di importante. E voilà”.
  • Ah, perfetto. Quindi è una truffa.
  • “Oh, andiamoci piano con questi insulti. E’ una consulenza qualificata, che consente al locale di acquisire la necessaria esperienza nel settore, valorizzando il brand e promuovendo nella brigata un’alta gastronomia di impronta territoriale”.
  • Ma se sei francese, che c’entri con la cucina romana?
  • “Sono siciliano, in realtà”.
  • Vabbè, non mi prendere alla lettera. Ma ti pagano per fare sta pagliacciata?
  • “E come no. Soldoni: tanti, maledetti e subito”.
  • Ma perché non te ne stai nel tuo ristorante? Non guadagni abbastanza lì?
  • “Ma certo. Solo che si suda ai fornelli. C’è una temperatura che non ti dico, turni massacranti, non si vede mai il sole. Lo sai quanto è bello il sole di Roma, no? E poi non sopporto quel coglione del sous chef, lascio lì lui, anche se è incapace”.
  • Senti Paul, ma siete tutti così? Cioè, a me pare che sia una presa in giro bella e buona del cliente.
  • “Ma no, c’è anche qualcuno che lo fa seriamente. C’è chi addestra lo chef del locale e la brigata, che organizza le forniture e studia il menu. Ma è gentaglia. Vogliono fare i primi della classe e ci rovinano il mercato”.
  • A’ Paul, te posso dì ‘na cosa?
  • “No”.
  • Ecco, meglio va.  

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