“E due uova molto sode”: quando parlare di uova, con Giovanni Nucci, diventa poesia (e filosofia)

“E due uova molto sode”: quando parlare di uova, con Giovanni Nucci, diventa poesia (e filosofia)

E due uova molto sode“, di Giovanni Nucci. Aperitivo e incontro con l’autore (e con le uova, non solo sode) da Eggs, giovedì 4 maggio dalle 18.30 alle 20.

“Guardare il mondo attraverso la cottura delle uova alla coque o – meglio ancora – fingere di farlo”. A leggere questo curiosissimo libretto, che prende le orme dal leggendario L’uovo alla Kok di Aldo Buzzi, l’uovo è davvero una chiave di lettura straordinaria del mondo, oltre che della scrittura. Una metafora perfetta che in 118 pagine leggiadre e profonde al tempo stesso ci porta a spasso in territori che nulla hanno a che fare con manuali o ricettari alla moda. Giovanni Nucci ci presenta il suo libro con lo stesso stile surreale e divertente con cui è scritto: “Certamente questo non è un libro di cucina. Forse l’unica certezza è che qui si parla di uova. Per il resto è un po’ come in uno di quei pasticci di spaghetti che sanno fare così bene a Napoli: sono le uova a tenerlo insieme, ma dentro puoi trovarci di tutto”.

uova padella

Ci trovi, per esempio, la necessità che la frittata sia “bavosa“. Un rischio, certo. Ma “la rettitudine morale si accompagna alla preferenza per la frittata bavosa”. Il perché lo si scopre leggendo Nucci e la descrizione delle frittate, dentro le quali “si concentra molto più snobismo elitario di quanto non si voglia credere”. L’autore si sofferma sulle leggende che hanno accompagnato la nascita delle “Eggs Benedict“, finendo per preferire quella del “broker di Manhattan che all’Astoria si inventa una cazzo di ricetta per smaltire le sbornie”.

e due uova molto sode

Ogni forma e preparazione dell’uovo, ha un senso, un significato in “E due uova molto sode”.
La stracciatella, per esempio: “Vedere l’uovo che finiva nell’acqua, rivoltarsi, frantumarsi e perdersi, poi raggrumarsi in quei frammenti di sé capaci però di mantenere il sapore proprio dell’uovo, per quanto disperso in una scodella di brodo: gli dava un certo senso di serenità. E di distacco dalla vita che vedeva andare”.
Ma c’è anche la maionese come “esercizio spirituale”. E il soufflé, “con quella stupefacente capacità di spiegare l’universo in pochi istanti, salvo sgonfiarsi subito dopo, come l’impero romano di fronte all’inciviltà”.

uovaSi passa dalla citazione biblica di Giobbe: “Che gusto c’è, nel bianco dell’uovo?” (ove si teorizza niente di meno che “la pochezza dell’uomo di fronte a Dio”) a quella più prosaica ma non meno efficace di Bruno Munari: “L’uovo ha una forma perfetta, benché sia fatto con il culo”. L’epilogo si sofferma su Amleto, che durante il suo celebre monologo di sicuro non teneva in mano il teschio (scoperto diverse scene dopo), ma più probabilmente un uovo. Il perché lo scoprirete leggendo il libretto o venendo da Eggs giovedì, dove le uova sode e cotte non mancheranno.

E se volete sapere il perché del titolo, “E due uova molto sode“, ecco un video dei fratelli Marx, tratto da “A Night at Opera”.

“E due uova molto sode”, di Giovanni Nucci, Italosvevo, 14 euro

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