Cinque trattorie da provare nel 2026 a Roma

trattorie roma 2026 - isotta
La tavola di Isotta

Quali sono le trattorie da provare nel 2026 a Roma? Ne abbiamo selezionate alcune tra novità (abbastanza) recenti, cambi di sede e format che si definiscono sempre di più: ecco quali sono. 

 

 

 

 

Non si tratta esclusivamente di nuove aperture degli ultimi mesi. Alcuni indirizzi hanno inaugurato nel 2023, altri hanno recentemente cambiato sede, altri ancora rappresentano un nuovo corso per insegne già conosciute. Per il 2026 abbiamo selezionato cinque trattorie di Roma che meritano una visita perché ognuna ha un’identità precisa, un tratto distintivo che la rende diversa dalle altre. Ognuna interpreta il modello “trattoria” con un approccio definito e, se ancora non lo avete fatto, vi consigliamo caldamente di andare a provarle.

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Cinque trattorie da provare nel 2026 a Roma

Santo Palato – San Giovanni

Più che un debutto, un cambio di indirizzo che segna una nuova fase. Si tratta di Santo Palato, la trattoria di Sarah Cicolini, che ha lasciato Piazza Tarquinia e si è trasferita di poche centinaia di metri, in via Gallia, in uno spazio più ampio inaugurato il 28 marzo 2025. L’inizio di un capitolo diverso, pur restando fedeli alla propria identità e a un principio che da sempre guida il progetto: “cucinare per gli altri è il più grande atto d’amore che si possa fare”. La linea resta quella che l’ha resa un punto di riferimento: cucina romana schietta, quinto quarto protagonista e memoria gastronomica trattata con rispetto e carattere. Ne sono esempio la terrina di lingua e coda con giardiniera e salsa verde (13 euro), la frittata di regaje di pollo (10 euro) o i rigatoni alla carbonara (17 euro). Accanto ai classici trovano posto anche piatti del giorno che ampliano il racconto con guizzi più personali. In cucina c’è sempre Mattia Bazzurri, socio di Cicolini del wine bar Avanvera. Ad orchestrare la sala ci pensa Marianna Tocci, mentre Tommaso Viggiani e Valerio Preziosi si occupano della cantina.

Santo Palato. Via Gallia 28, Roma. Sito. Facebook. Instagram. 

Mazzo – San Lorenzo

Nel quartiere San Lorenzo, Mazzo è la “post-trattoria” immaginata e costruita da Francesca Barreca e Marco Baccanelli. Un progetto che parte dalle radici della cucina romana per riscriverle in chiave personale e contemporanea. Qui la tradizione non resta immobile ma è un campo di ricerca: stagionalità e filiera corta sono scelte consapevoli, condivise con allevatori, contadini, vignaioli e artigiani che diventano parte del racconto. La tavola resta conviviale e pensata per la condivisione con un servizio informale ma preparato. Piatti come la trippa fritta alla romana (13 euro), le ruote pazze con genovese di pannicolo (19 euro) o la pancia di maiale in cottura cinese (22 euro) raccontano bene questo approccio: la memoria gastronomica viene contaminata, spinta un passo più in là. Da Mazzo anche il bere ha grande importanza. Infatti, gli abbinamenti non seguono sempre i canoni tradizionali, lasciano spazio a libertà di interpretazione. Dai vini alle birre, fino a proposte no alcol.

Mazzo. Via degli Equi 62, Roma. Tel. 06 6942 0455. Sito. Instagram

Osteria Chiari – Ostiense

Nel cuore di Ostiense, al civico 13 di via del Gazometro, Osteria Chiari costruisce attorno al fuoco vivo la propria identità gastronomica. Aperta dal giovane Lorenzo Giuliani, imprenditore originario di Nemi (già proprietario di Acquabulle), Osteria Chiari punta su cotture decise e sapori netti, grazie all’utilizzo di forno a legna e brace. Il menu, raccolto in una sola pagina, va dalle focacce bianche o farcite (4- 6 euro) ai cannelloni di carne cotti nel forno (14 euro), fino allo spedino di fegato di maiale e giardiniera alla brace (12 euro) e ai tagli meno convenzionali come il pannicolo e carciofi (19 euro), esaltati dalla brace. Non mancano i grandi classici, come il tagliolino cacio e pepe (12 euro). Un ambiente caldo e informale fa da contorno, con due sale accoglienti e un servizio giovane. Infine, la carta dei vini, curata da Daniele Pardi, propone una selezione personale che spazia tra naturali e convenzionali, dalle bollicine ai rossi toscani fino ai macerati, pensata per assecondare il gusto di tutti i clienti.

Osteria Chiari. Via del Gazometro 13, Roma. Sito. Instagram.

Santì – Appio Latino

All’Appio Latino, non lontano da Piazza Zama, Santí è una piccola trattoria contemporanea che tiene insieme racconto familiare e concretezza gastronomica: aperta a novembre 2023 da Alessio Congias e dal cugino Simone Simeoni, l’insegna deve il nome alla nonna Santina, arrivata a Roma da Rocca di Cave con le sue ricette e quella “tradizione contadina” che qui è un’eredità viva. Il locale conta otto coperti al bancone affacciato sulla cucina e una sala raccolta (quindici posti circa). Una squadra giovane ha dato forma a un menu interessante, che si snoda tra primi, carni, dispensa e orto. Si può iniziare il pasto con la torta Santì con scarola affogata (9 euro) o con la selezione di salumi (12 euro). Tra i primi troviamo dalla fettuccina al ragù del cortile (14 euro), agli gnocchi Santì (14 euro). Meritano la menzione anche piatti come l’ossobuco allo zafferano (24 euro) e il pollo alla cacciatora (18 euro). Infine, la carta dei vini è snella e attenta alle piccole produzioni.

Santì. Via Latina 80, Roma. Tel. 06 8667 5708. Facebook. Instagram

Isotta – Torrevecchia

A Roma ovest, nella zona di Torrevecchia, Isotta è una trattoria romana dal tocco moderno (loro la definiscono “cortese”), dove la gentilezza è parte integrante della filosofia e ogni dettaglio concorre a far sentire gli ospiti come a casa. Il progetto nasce dalla visione di Davide Puleio, chef già alla guida di Pulejo, e Matteo D’Anzi, esperto di ospitalità e interior design: un omaggio alla nonna di Matteo, Isotta, figura simbolo di calore domestico e memoria familiare. Gli spazi, con richiami agli anni Settanta, restituiscono un’atmosfera intima e familiare e un ambiente volutamente raccolto. A completare l’esperienza c’è anche uno chef’s table fronte cucina, pensato per chi desidera un percorso dedicato e un contatto diretto con la cucina. Ai fornelli lo chef Saverio Pasquali costruisce una proposta che tiene insieme rispetto della tradizione e tocco contemporaneo, esaltando i classici romani senza stravolgerli: dalla padellaccia di coratella e carciofi (11 euro) alla minestra di broccoli e arzilla (18 euro), fino alla coda alla vaccinara (20 euro), senza dimenticare i primi intramontabili della cucina capitolina (14 euro).

Isotta. Via Carlo Livi 12, Roma. Tel. 06 23209132. Sito. Instagram

 

 

 

 

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