Da Caviar Milan, nel rione Prati, l’imprenditrice iraniana Mahsa Mehrnam porta a Roma il caviale persiano, con degustazioni, aperitivi a partire da 30 euro e un percorso alla scoperta delle uova di storione direttamente dall’Iran.
Dal Mar Caspio al rione Prati la strada è lunga, ma quando si entra nello store romano di Caviar Milan, in via dei Gracchi, quegli oltre quattromila chilometri di distanza che separano la nostra Capitale dalle sponde settentrionali dell’Iran sembrano affievolirsi, fino ad azzerarsi. Il merito di questo piccolo miracolo è di Mahsa Mehrnam, imprenditrice iraniana, che nel 2022 ha avuto l’intuizione di “iniziare” gli italiani al culto del caviale persiano, approdando prima a Milano nel 2023 e poi, nel 2025, a Roma, con un secondo punto vendita, dove noi siamo stati.
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Il caviale persiano come ponte tra Italia e Iran

La prima impressione che abbiamo avuto varcando la soglia del piccolo negozio è stata questa: al caviale ci si approccia con la stessa serietà che chi ama il vino riserva a quest’ultimo. Un similitudine che piace a Mahsa, pronta a fornire ai suoi clienti le basi per degustare correttamente l’alimento. “C’è un mondo dietro al caviale. Non puoi consegnarlo e dire: ‘Ok, questo è il prodotto, prego’. Sì, è come per il mondo del vino e volendo, anche quello dei tartufi”, spiega a Puntarella Rossa. Parliamo di un’eccellenza gastronomica che si porta dietro un pregiudizio: quello di essere inaccessibile a livello economico. Questa è solo una mezza verità e lei con la sua proposta aperitivo punta a svecchiare quell’approccio antiquato al caviale quale simbolo di ostentata ricchezza.
Oggi, a causa della crisi dello Stretto di Hormuz, il nome dell’Iran è una costante su quotidiani e telegiornali, ma questo non equivale a un’altrettanta conoscenza relativa alla cultura persiana. E così, a qualcuno suona ancora strano che una donna iraniana di 38 anni sia a capo di un’impresa. “Una mia amica – ricorda Mahsa – prima che conoscesse meglio la mia cultura, pensava per esempio che le donne iraniane nemmeno potessero divorziare, che non avessero diritti, ma non è così. Le migliori aziende e società che oggi stanno andando bene lì sono dirette da donne, quindi spero che l’Iran diventi un Paese sempre più libero”.
Caviar Milan nel rione Prati: il caviale persiano è arrivato a Roma

Laureata in Chimica all’università di Teheran, quando Mahsa Mehrnam è arrivata in Italia ha capito che c’era un vuoto da colmare, quello dell’import di caviale iraniano di alta qualità, la cui tracciabilità fosse garantita. “All’inizio quando tornavo dall’Iran portavo qui come regalo ai miei amici il caviale, loro lo apprezzavano molto e mi chiedevano come andasse mangiato”. Una curiosità che l’ha spinta a espandere qui il suo business familiare, portato avanti da 55 anni nel nord dell’Iran, nella provincia di Mazandaran, dove gli storioni sono allevati in acquacoltura.
Per avviare il suo progetto, Mahsa ha studiato il mercato italiano e visto che la richiesta era alta (la stessa Italia è una delle più grandi produttrici al mondo). Allo stesso tempo, si è accorta che molti prodotti in commercio riportavano una scritta che alludeva a un caviale del Mar Caspio, ma poi la materia prima arrivava da Paesi orientali, come la Cina. “Il vero caviale iraniano è uno dei migliori al mondo – ammette con orgoglio. – Nei nostri allevamenti usiamo un metodo tradizionale di produzione artigianale e rispettiamo gli anni di allevamento per ogni tipo di storione. Dal produttore al consumatore, in mezzo non c’è nessuno. Vado direttamente io in dogana a sdoganare quello che arriva“.
Come si degusta il caviale: varietà, caratteristiche e differenze

La parola “caviale” deriva dal turco khaviar, che a sua volta proviene dal persiano khaviyar (fonte: Online Etymology Dictionary). Il sostantivo, nel linguaggio locale degli abitanti sulla sponda iraniana del Mar Caspio, faceva riferimento alle uova di tre specie di storioni che vivono all’interno di queste acque: Beluga, Asetra e Sevruga. Quanto alla sua lavorazione, il caviale si ottiene dalle uova non fecondate delle femmine di storione, da cui è estratto (sì, questa è la parte meno romantica della narrazione). Qui entra in gioco la similitudine con il mondo enologico: così come non tutti i vini sono concepiti per dare il meglio invecchiando (si pensi alla maggior parte dei bianchi), allo stesso modo, un caviale più giovane e accessibile economicamente non è sinonimo di qualità inferiore. A farci un po’ di chiarezza è la stessa Mahsa.
“Più lo storione rimane nella vasca più siamo davanti a un caviale straordinario, è vero, ma dipende anche dal pesce, perché se uno storione Baerii (da cui si ottiene una delle varietà più apprezzate e accessibili di caviale, ndr) resta in acqua per dieci anni, si rovinano le sue uova. Va bene fermarsi a cinque. Agli opposti, le uova dell’Almas Beluga (tra i più rari e ricercati caviali al mondo, ndr), se raccolte a dieci anni, sono più brutte e hanno meno gusto”. Restando in tema di longevità, negli allevamenti di Caviar Milan non manca pure uno storione di ben 54 anni, sebbene non sia un record perché possono arrivare a 100 anni: “È gigante ed è diventato per noi un po’ una mascotte. Ha anche una vasca tutta sua”.
Fare l’aperitivo con il caviale a Roma: l’esperienza da Caviar Milan

Parlare del caviale come di un prodotto economico e non esclusivo è falso, ma anche etichettarlo come sempre “inaccessibile” è inesatto. È qui che si inserisce la piccola rivoluzione di Caviar Milan, che con la sua formula aperitivo a partire da 30 euro, apre le sue porte a quel cliente pronto a sperimentare qualcosa di nuovo, all’interno di un ambiente curato ed elegante, pensato per far scoprire il caviale persiano in un contesto raffinato e allo stesso tempo conviviale. Circondati da bottiglie di vodka Beluga (quelle posizionate in vetrina nella boutique di Roma attirano non pochi turisti russi) o da Champagne e vini che non passano inosservati alla vista, ci si accomoda per degustare il caviale, acquistato direttamente in shop.
Dal Royal Baerii all’Almas Beluga: i diversi tipi di caviale in degustazione

Si può iniziare l’aperitivo con un Caviale Royal Baerii da 10 grammi (un primo assaggio per una persona costa 27 euro), cui è possibile abbinare un drink (non compreso nel prezzo). “Sono linee selezionate che si abbinano con il tipo di caviale che abbiamo. Abbiamo bottiglie da condividere che costano 50 euro, così come opzioni da 7mila”, ci ricordano dall’insegna. Il caviale è servito con un cucchiaino personale in madreperla, realizzato da un’artigiana iraniana. Per un’esperienza ancora più autentica, si posiziona una piccola quantità di prodotto sul dorso della mano, tra pollice e indice, poi si attende qualche secondo, il tempo che il prodotto si adatti alla temperatura della pelle.
Una volta in bocca sono la sapidità bilanciata e la scioglievolezza delle perle sode e burrose a conquistare il palato. Dopo l’assaggio in purezza, via libera all’abbinamento con panna acida e blinis (i piccoli pancake di origine russa). Tra le altre varietà disponibili in negozio, salendo di prezzo e di esclusività, ci sono il caviale Osetra, il Royal Beluga, l’Imperial Beluga o il lussuoso Almas Beluga (
Lo zafferano iraniano di Saffron Milan

C’è un altro prodotto posizionato sugli scaffali della bottega di Caviar Milan che non ci è sfuggito alla vista: lo zafferano, di cui l’Iran detiene circa il 90% della produzione mondiale. Nella marea di marchi disponibili in commercio, in cui è difficile orientarsi, è sempre Mahsa a garantire sulla qualità con l’altro brand con cui collabora Caviar Milan, ovvero Saffron Milan, che importa direttamente dalla città di Mashhad, nel nord-est del Paese. (Quale prima destinazione migliore se non Milano, patria del risotto alla milanese, di cui lo zafferano è ingrediente principale?)
Non stupisce che ci si riferisca allo zafferano come “oro rosso”: per ottenerne un solo grammo bisogna cogliere 150 fiori, un lavoro delicato che necessita di decine di persone, già attive dopo le prime luci del giorno, prima che sorga il sole, per evitare che il calore rovini l’aroma della spezia. “Abbiamo scelto questa azienda perché ci lavorano tutte donne, bravissime e precisissime”, tiene a sottolineare l’imprenditrice. Questo per lei è stato un valore aggiunto, credendo molto nel contributo che il lavoro può garantire all’emancipazione femminile, ma allo stesso tempo la prova ulteriore che smentisce l’idea, molto comune in Occidente, che in Iran le donne vivano una vita da recluse. Nulla di più fuorviante.
Caviar Milan. Via dei Gracchi 72, Roma. Tel. 06 2112 6293. Sito. Facebook. Instagram.
Via della Moscova 27, Milano. Tel. 02 8719 7306
