Mashroom a Roma, in zona San Paolo, è una birreria artigianale con microbirrificio che riempie i bicchieri con una selezione brassicola di alto livello, vini naturali e sidri, abbinandoli a piatti interessanti che profumano di brace e con quinto quarto.
Il grande interesse generato dalla birra artigianale negli ultimi anni ha portato a una comparsa pressoché capillare di brew-pub in tutta la capitale (qui la nostra lista di birrerie di Roma, per bere ma anche mangiare). Ogni quartiere ha i suoi punti di riferimento, ma in un panorama così vasto di insegne non è semplice trovare delle realtà veramente valide e in grado di distinguersi, sia per la proposta brassicola che per quella gastronomica. Non è universalmente valido (e ci sono anche meritevoli eccezioni), ma con molte pinte di esperienza alle spalle abbiamo notato che spesso è chi la birra la produce a fare la differenza in questo settore, essendo in grado di applicare le proprie conoscenze nella selezione al bicchiere. Se a tutto ciò si aggiunge una scelta di piatti semplici da consumare, ma creativi e distanti dai soliti stilemi, abbiamo il perfetto ritratto di un locale che vale la pena provare. È questo il caso di Mashroom, la birreria e microbirrificio aperta nel dicembre 2022 in via Via Pietro Giordani 19, nelle vicinanze di San Paolo (qui la nostra lista di indirizzi da non perdere in zona), che porta sul suo bancone birre artigianali sempre interessanti, insieme ad una cucina divertente che ama le influenze etniche.
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Come nasce il Mashroom, il microbirrificio di San Paolo a Roma

Giordano Sagramola e Marco d’Andrea si conoscono in Canada a Vancouver frequentando insieme un Master in Brewery e Brewery Management. “Apparentemente le nostre strade sembravano dividersi tornati in Italia” ci racconta Giordano “ma per caso ci siamo ritrovati a lavorare all’interno della stessa azienda (ECB). Durante gli anni trascorsi nel birrificio, prima come tirocinanti e poi come responsabili degli eventi, è nata l’idea del Mashroom, che è potuta diventare realtà anche grazie al supporto e alla fiducia che Eternal City Brewing ha riposto in noi, cofinanziando il progetto”. Quando l’idea ha iniziato a prendere una forma più concreta Matteo Sperati, amico di Marco, diventa il terzo socio occupandosi della cucina, riversando le sue esperienze e i suoi viaggi all’interno di un menu dall’impronta fusion. Il percorso di Matteo passa per insegne di alto livello in giro per il mondo, come il Barrafina a Londra, il Gardenia a Caluso, il Reale di Niko Romito, Yugo di Anthony Genovese e altre esperienze tra Sud America e Sud-Est Asiatico.
La scelta di aprire il Mashroom a San Paolo è legata anche alla vicina università frequentata dai proprietari: questa ha permesso sia di creare un ambiente giovane in continuo movimento, che di accendere una luce creando un ambiente di aggregazione intorno alla birra, togliendo così spazio a realtà nascoste non proprio piacevoli.
Cosa bere da Mashroom in zona San Paolo a Roma

Prima di entrare dalla porta del Mashroom si accede ad un’ampia zona esterna semi-coperta, per poi proseguire all’interno della sala dove i tavoli in legno e il lungo bancone ci trasmettono l’anima della birreria, in un ambiente conviviale e piacevolmente informale. Qui coglie subito l’attenzione l’impianto di fermentazione da 250 litri lasciato a vista, dove i mastri birrai sperimentano nuove idee e creano alcune delle birre più celebri del locale. Tra queste, non mancano mai dalla tap list la loro Keller del Fomento (Keller; 5%) e la Shroomer (American IPA; 6,2%), ma sono molte le loro firme, spesso nate sia in collaborazione con ECB che con altri birrifici.

La proposta brassicola è molto ampia e conta 10 birre alla spina (di cui due spillate a pompa) e più di 70 referenze in bottiglia, provenienti da piccole realtà artigianali italiane e estere. La stessa attenzione è riposta nel sidro, che ha sempre una sua spina dedicata e molte bottiglie da tutta Europa. Anche per i vini naturali la scelta è interessante: sono più di 60 le etichette presenti nel locale, tra cui una creata dal Mashroom in collaborazione con Tenuta Armonia.
Cosa mangiare da Mashroom in zona San Paolo a Roma

La cucina del Mashroom rappresenta perfettamente il percorso di Matteo, fondendo le influenze dei suoi numerosi viaggi con l’esperienza e la tecnica acquisite sotto grandi nomi. Il risultato sono dei piatti che non tradiscono l’identità da birreria né la complicano, ma sanno dare quel qualcosa in più con creatività in pieno stile fusion. Il dualismo “bancone e fiamme” accanto al nome del locale, sottolinea un altro elemento fondamentale del suo stile, ovvero la brace. Questa è presente in molti delle scelte sulla carta, con la sezione interamente dedicata “Il Diavolo alla Brace”, ispirandosi il menu alle carte dei tarocchi. Tra queste proposte ci sono ad esempio il Fornara Philly Cheese (panino con pulled manzo alla fornara, formaggio fuso, pickles, cipolla fritta e salsa philly; 14 euro) o gli spiedini del Mashroom, a rotazione settimanale, come l’Anticucho (con cuore di manzo e chimichurri; 7 euro l’uno). Questo spiedino ci mostra un’altra delle passioni di Matteo: il quinto quarto, ingrediente di molte delle sue preparazioni. “La predilezione per il quinto quarto” ci spiega lo chef “nasce sia dalla romanità che dal ricordo della cucina di mia nonna, di origini calabresi. Mi piace molto l’idea di prendere una materia prima povera e popolare, per poi dargli l’importanza che merita all’interno una ricetta”.

Di nuove creazioni ne nascono molto spesso al Mashroom, per questo è importante dare sempre un’occhiata al “Matto del Giorno”, che ci ha fatto scoprire piatti interessanti, anche completamente vegetali come lo yakitori di cavolfiore, 5 spezie e bbq al miso (4 euro). Insostituibile nel menu è il loro celebre KFC (10 euro), che rivisita il panino con il pollo fritto, laccandolo in agrodolce e aggiungendo kimchi fatto in casa, insalata e maionese al limone marocchino.
Mashroom. Via Pietro Giordani 19, Roma. Tel. 06 6227 9431. Sito. Facebook. Instagram.
