I migliori ristoranti coreani a Roma, dove mangiare kimchi e bibimbap

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Foto di Adriana Forconi

I migliori ristoranti coreani a Roma. La fortunata serie coreana di Squid Game ha sensibilizzato il grande pubblico nei confronti cultura della Corea, così come anche verso la sua cucina. C’è da dire che la tradizione gastronomica del Paese di Seul è assai vasta e variegata, e ruota intorno ad alcune ricette cardine (non solo di certo i televisivi dalgona biscuits), come il kimchi e il bibimbap, che possiamo assaggiare anche a Roma. Sebbene avessimo già suggerito qualche indirizzo tra i ristoranti internazionali della Capitale, ecco la lista completa dei migliori ristoranti coreani a Roma.

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Galbi

Dal 2015 Galbi è sinonimo di barbecue coreano tradizionale e il nome si deve infatti al tipico piatto costine di manzo – o talvolta di maiale – cucinate su una brace con legna di quercia. La ricetta prevede poi che le costine vengano lasciate marinare una notte intera con sala di soia e frutta, solitamente pera, mela o kiwi. I due imprenditori che hanno lanciato il progetto (Stefano Chung, già titolare di Gainn, e Deuk Uoo Ferretti Min) hanno reso il BBQ il cuore del menu di Galbi. Dal braciere arriva dunque il controfiletto, l’Ori (coscia d’anatra), il Samgyopsal (pancia di maiale) e il Jeyuk, ovvero straccetti di collo di maiale con pesto agrodolce di peperoncini coreani. Sempre straccetti, ma di manzo, compongono il Sakura, la proposta di BBQ con cottura da terminare a tavola e condimento a base di funghi e cipollotti. Sulla griglia anche il pesce, tra cui salmone, polipo e calamari. Non può mancare il kimchi, la tipica verdura coreana che si può assaggiare nei ravioli (mandù) e nei piatti a base di riso (bibimbap). Con il kimchi troviamo anche frittelle e bun. Questi ultimi sono da provare con diversi ripieni a scelta tra pancia di maiale, guancia di manzo, pollo fritto e anatra sfilacciata.

Galbi. Via Cremera 21, Roma. Tel. 06 8842132. Sito. Facebook. Instagram.

Igio

Dal 2005 Igio è un baluardo della tradizione culinaria della Corea a Roma. Tradizione che, nella sua varietà, si basa su alcuni elementi fondamentali. I Banchan, ad esempio, che noi chiameremmo “contorni”, e che occupano l’intera tavola essendo piatti da condividere. Tra questi, Igio consiglia il Bechu Kimci, banchan per eccellenza realizzato con cavoli di napa. Poi c’è il Kimchi, dichiarato anche patrimonio dell’Unesco, una verdura messa in salamoia e fermentata con diverse spezie (peperoncino, aglio, zenzero, cipollotti e salsa di pesce fermentato). Il Kimchi diventa protagonista nei noodles Kimci Bibmiguksu o nel piatto Kimchi Gighe, una zuppa piccante con carne, tofu e kimchi (entrambi 15 euro). Igio è noto anche per il barbecue coreano. Si possono scegliere proposte dalla griglia servite direttamente al tavolo come il Bulgoghi, straccetti di manzo crudi marinati in salsa di soia e accompagnati da noodles di patate dolci, funghi e verdure o il Samgyopsal, pancetta di maiale cruda condita con aglio, cipollotto e grigliata a tavola (piatti da minimo 2 persone, 30 euro).

Per accompagnare il pasto, si possono ordinare le caratteristiche Gion, frittelle coreane, oppure optare per pietanze a base di pesce come il Bokkum, nelle versioni con calamari o polipetti piccanti.

Igio. Via Roma Libera 24-25-26, Roma. Tel. 06 58310269. Sito. Facebook. Instagram.

Gainn

Gainn
Credits: Adriana Forconi

Stefano Chung e Valentina Bae, marito e moglie, sono alla conduzione di Gainn, ristorante coreano in zona Termini consigliato dalla Guida Michelin. Gainn, termine coreano che significa “bellezza interiore”, propone alcune delle specialità della cucina coreana in pieno spirito di condivisione. Si parte con una selezione di banchan stagionali, uniti ai Twigim Mandu, ravioli fritti ripieni di verdure, e si prosegue con alcuni dei piatti iconici del Paese di Seul: il kimchi, noto per le sue proprietà salutari, il pollo fritto con salsa agrodolce e le zuppe, come quella con costolette di manzo, foglie di rapa e peperoncini piccanti servita in terracotta. Una ricetta tipica è sicuramente il Bibimbap, il riso con verdure miste, carne di manzo macinata servito con tuorlo crudo in un piatto di ghisa, ma non mancano altri tipi di “piatti unici”. Il Japchae, infatti, è a base di spaghetti di fecola di patate, presentati con verdure miste scottate, funghi e manzo. Da bere, birre coreane e il Soju, un distillato fatto con riso, orzo o frumento disponibile in vari aromi quali ad esempio pompelmo e fragola. Il Makgeolli, in alternativa, è una bevanda antica realizzata con riso, acqua e lievito dal color latte e dalla consistenza densa, che può essere più o meno frizzante a seconda della fermentazione.

Gainn. Via dei Mille 18, Roma. Tel. 06 44360160 – 328 3856153. Sito. Facebook. Instagram

Bi Won

bi won

Nel cuore della Roma multietnica si trova Bi Won, ristorante a gestione familiare che propone una cucina coreana attenta a riprodurre fedelmente i sapori della tradizione. L’atsmofera è allietata da musica K-pop per un vero e proprio salto geografico dalle parti di Seul. La particolarità di Bi Won è la presenza di griglie in acciaio incorporate nei tavoli. La carne scelta viene quindi servita cruda, ma già marinata (come le costine) secondo quanto prevede la ricetta. Talvolta vengono portate a tavola le salse più indicate per aggiungere gusto al taglio ordinato (ad esempio pancetta, lingua, controfiletto). Il piatto più famoso della Corea, il bibimbap, si può provare da Bi Won in alcune varianti: accanto al classico con riso e frittata d’uovo sopra, l’Yukhoe bibimbap aggiunge la tartare di manzo, mentre il Dolsot Bibimbap è servito in una ciotola pietra molto calda che rende più croccante il riso (il “bap” appunto) e scalda i vari ingredienti. In menu troviamo anche il Tangsuyuk, carne di maiale fritta in salsa agrodolce con una varietà di frutta e verdure e il Jengban momil guksu, spaghetti di grano saraceno in brodo freddo con uova, carne e cetrioli. Spazio al pesce con la pizza ai frutti di mare e cipollotto, e la frittura mista Modem tuikim che comprende calamari, gamberi e involtini di verdure. Per i palati più temerari, il Jjammppong è una zuppa di spaghetti e frutti di mare piccante, che può essere fatta anche con il riso, diventando così Jjammppong-bab. Infine l’Hanchi hoe è un piatto unico a base di totano crudo con un misto di carote, lattuga, verza e radicchio. Anche questo condito con salsa piccante.

Bi Won. Via Conte Verde 62, Roma. Tel. 06 4457605 – 331 2526441. Instagram.

Starbaps

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Starbaps a Monti è un fast food di cucina coreana (ve ne avevamo parlato qui). Il locale è piccolo, con cucina a vista e per questo Hong, uno dei giovani proprietari, consiglia di prenotare per mangiare nella saletta. I piatti su cui punta il locale, pochi ma autentici, possono essere ordinati per take away. I sapori del cibo da strada preparato nei mercati in Corea si ritrovano nei Ttok-bokki (9,90 euro), tipico street food a base gnocchi di riso conditi con la salsa piccante. Gli ingredienti che comunemente vengono aggiunti al piatto sono il surimi di pesce, i cipollotti verdi e l’uovo sodo. Da stuzzicare anche i ravioli fritti di verdure. Il resto del menu si concentra su poche altre proposte, tra cui gli udon, spaghetti in brodo caldo, e i neng myon, il corrispondente estivo con gli spaghetti immersi in una zuppa fredda (11,50 euro). Immancabili poi i due piatti centrali della gastronomia coreana. Il Bulgogi, il caratteristico barbecue, servito con riso e contorni già conditi, e il Bibimbap, disponibile nella versione vegetariana o con carne. Per arrichirlo, si scegliea piacimento la salsa piccante (a base di gochujang) o non piccante (con soia). L’importante, raccomanda Starbaps, è mischiare tutto il contenuto della ciotola prima di mangiarlo.

Starbaps. Via di S. Maria Maggiore 116, Roma. Sito. Facebook. Instagram.

Arirang

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In zona Termini, il ristorante Arirang propone la tradizionale cucina coreana in un locale arredato in modo semplice e rustico, con scritte in coreano che tradiscono la genuinità del posto. Compaiono in menu i piatti originali che riportano subito in Corea: kimchi e dakgalbi, pollo marinato in salsa di soia, ma anche il samgyeopsal, vale a dire fettine di pancetta arrostite. Il bibimbap è preperato nel modo tradizionale, e tra le specialità ci sono gli straccetti di manzo da avvolgere nella foglia di insalata insieme al riso e alla loro salsa. Il pasto è accompagnato da bevande tipiche tra cui Sojü, a base di riso fermentato.

Ristorante Arirang. Via D’Azeglio 3F, Roma. Tel. 06 4740020. Sito. Instagram.

 

 

[Foto copertina Gainn, ph. Adriana Forconi]

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