Pierluigi a Roma è un locale simbolo del centro storico, con la cucina di Fabrizio Gagliardi che guarda al mare e alla memoria, tra crudi, classici e una minestra che non delude.
Piazza de’ Ricci è una delle cartoline più riconoscibili del centro di Roma. Qui, dal 1938, c’è Pierluigi: un ristorante che ha attraversato decenni di storia e cambiamenti. Oggi è una delle tavole di pesce più solide della città, frequentata da politici, attori e clienti internazionali, ma anche da romani affezionati che ne apprezzano la costanza e la cucina pulita.
Pierluigi nasce, dicevamo, nel 1938 quando il signor Umberto Pierluigi lascia Borbona, un piccolo paese in provincia di Rieti, per raggiungere Roma e apre “Pierluigi er faciolaro”, in onore delle sue origini rietine e di quel piatto tipico a base di fagioli del suo paese. Negli anni ’70 il nome si riduce a Pierluigi, lo stesso con cui la famiglia Lisi rileva il ristorante nel 1980: prima Roberto, poi Lorenzo, che ne ha guidato la trasformazione negli ultimi anni, aggiornandone il tono e la proposta. Pierluigi oggi è un ristorante elegante e rigoroso, ma capace di tenere il passo con il tempo, anche grazie all’arrivo nel 2022 dello chef Fabrizio Gagliardi.
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La cucina di mare di Pierluigi a Roma

Casertano, classe 1989, con esperienze tra La Posta Vecchia e il Mandarin di Milano, Gagliardi lavora su una cucina di mare essenziale e concentrata sui sapori netti. Il menu cambia spesso, ma segue una linea precisa: esaltare la materia prima, quella che accoglie il cliente già all’ingresso nella grande mostra del pesce, con arrivi quotidiani dai mercati italiani. Non mancano, tuttavia, piatti di carne e proposte vegetariane.

Non è una cucina di ricerca spinta, ma di equilibrio. Gli spaghetti alle vongole e la pasta con l’astice restano in carta insieme ai grandi crudi, alla tagliatella di calamaro (cavallo di battaglia del ristorante), ma trovano spazio anche piatti nuovi, più personali, come la minestra di pasta mista allo scoglio, una delle ultime entrate in menu.
La minestra di pasta mista allo scoglio da Pierluigi a Roma

“Mi piace l’idea di riproporre un gusto antico, denso, avvolgente che non passa mai di moda. La chiamo il nettare del mare” racconta lo chef.
Il piatto nasce dai ricordi delle zuppe di pesce dei porti italiani: il brodetto viene preparato con piccoli pesci di scoglio – fragolini, scorfano, marvizzo, gallinella, gronghetto – cotti in un soffritto di aglio, peperoncino e totanetti, poi lavorato a lungo in estrazione e filtrato. La pasta mista di Gragnano cuoce direttamente nel brodetto, che si completa con frutti di mare, pomodori datterino confit, basilico e olio extravergine a crudo. Un piatto semplice, quasi popolare nella struttura, ma realizzato con tecnica e rispetto: il simbolo di una cucina che guarda alla tradizione senza nostalgia.
Sala, cantina e continuità

Pierluigi è anche servizio e accoglienza, con una squadra numerosa (i posti a sedere, tra interno ed esterno possono arrivare fino a 200) guidata dal bravo direttore Alessandro Tibaldo e una clientela eterogenea, dal turista di passaggio al capo di stato in visita. Al piano inferiore si trova una cantina che conta circa 2.000 referenze per oltre 14mila bottiglie, utilizzata anche per cene private e degustazioni: un patrimonio enologico che racconta la stessa idea di solidità e cura che si trova sulla cucina. Dalle eccellenze nazionali e internazionali, con le loro verticali (un vero parco giochi per appassionati e intenditori), ma anche piccoli produttori, con una particolare attenzione al Lazio. E per chi preferisce un drink, il bancone bar è sempre operativo, sia a pranzo che a cena.

In un centro storico dove è difficile restare rilevanti, Pierluigi continua a esserlo. Con i suoi prezzi alti (15-35 euro per gli antipasti, 32-55 euro per i primi, a salire con i secondi), ma giustificati dall’esperienza, e la sua impostazione classica, ma anche con la capacità di mantenere intatta la propria identità e di continuare a far parlare di sé, non per i nomi ai tavoli, ma per quello che arriva nei piatti.
Pierluigi. Piazza de’ Ricci 144, Roma. Tel. 06 6868717. Sito
