Niji InGalleria a Roma è la creatura di Elisa Bonafede che unisce mostre, oggetti vintage e drink ben miscelati in un unico spazio: un locale aperto dalla colazione al dopo cena dove bere e mangiare tra opere d’arte e divani vellutati.
Nella fiumana di locali che si attanagliano qua e là tra le strade di Trastevere non è facile trovare un luogo capace di coniugare arte e mixology, usando la prima non solo come arredo, ma come parte integrante del progetto. Eppure, quando si entra nel nuovo concept bar di Niji InGalleria, inaugurato a novembre 2024 all’interno della preesistente e omonima galleria d’arte di via Goffredo Mameli, si ha l’impressione di imbattersi in un tipo di insegna che potrebbe tranquillamente trovarsi nel quartiere newyorkese di Brooklyn o in quello parigino del Marais.

Dietro al progetto di questa art gallery con cocktail bar c’è il nome di Elisa Bonafede, imprenditrice con una lunga esperienza nel settore, la quale nel lontano 2013 aveva aperto quello che potremmo definire il “primo Niji”, in via dei Vascellari, nella parte più antica del rione. Si trattava di uno speakeasy, ben noto agli amanti di gin e whisky nella Capitale. Poco prima della pandemia da Covid-19, quasi profeticamente, Elisa aveva però abbassato le serrande del locale. Il motivo era che aveva individuato in un’ex cartaria dismessa quella che sarebbe diventata la sede del nuovo Niji, che ha riaperto i battenti nel 2022 come galleria d’arte, dando così forma ed espressione a una delle passioni personali della sua creatrice. L’eredità del vecchio locale era invece solo in stand by, per poi riprendere vita due anni dopo.
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Prima galleria d’arte, poi bar: l’evoluzione di Niji a Roma

“È arrivato il Covid e avevo già fatto il compromesso per acquistare questo posto, quindi: o perdevo tutto o andavo avanti. Sono andata avanti, con determinazione“, spiega Elisa a Puntarella Rossa, che per la sua galleria ha conservato quel nome significativo, Niji, parola mutuata dalla tradizione buddista (significa “a quel tempo”, inteso non come “c’era una volta”, ma come instante-presente, quello in cui il Budda Shakyamuni si è illuminato per la felicità dell’essere umano). Lo scorso ottobre, Bonafede ha scritto una nuova pagina del suo progetto, che si è ampliato grazie all’arrivo di nuovi soci: “Persone che hanno creduto nel mio sogno”, ama ricordare. Accanto alla galleria è nato un bar, attivo dalla 10 del mattino al dopocena. Due mondi in comunicazione, sia concettualmente che fisicamente. “Ho voluto un Niji nuovo, più internazionale, dove quando entri puoi essere quello che ti pare”.
L’ambiente di Niji InGalleria a Roma

Niji InGalleria si estende su 220 metri quadri, divisi tra galleria d’arte e bar, collegati tra loro, pur avendo due differenti entrate. Dalla porta di sinistra si accede nel corridoio dove sono esposte opere di artisti contemporanei (tutte in vendita), come la coloratissima scultura di David Bowie del Maestro Marco Lodola. Ampio spazio è dedicato anche all’oggettistica, vintage e non, dalle insegne luminose, alle candele, perché qui da Niji è evidente che nessun angolo sia lasciato al caso. Impossibile non notare anche la parete piena di scritte e disegni dei clienti: “L’abbiamo riempita non in mesi, ma in giorni”, ricorda Elisa, prossima a ripulirla per dare di nuovo carta bianca a chi vuole esprimersi.
L’entrata destra del locale conduce direttamente all’interno del bar, dove subito sulla destra si estende il bancone, davanti al quale c’è uno spazio che passa dall’essere la zona caffè al mattino all’area dove prendono vita le serate del Niji. Protagonisti dell’arredo i divanetti bassi vellutati, presenti anche in un’altra sala, dove si può bere un cocktail avvolti da quadri, telefunken radio, vinili e opere fotografiche degli autori che periodicamente espongono. Chicca finale in allestimento: una kiss room dedicata al tema del bacio.
Cosa si mangia e si beve da Niji InGalleria a Roma

“Abbiamo poche cose ma di qualità“, precisa Bonafede, descrivendo la proposta food del locale che, specifica, “resta comunque principalmente un cocktail bar“. Sulla scia di tante altre insegne cittadine che hanno sposato la formula all day long, c’è spazio anche per la colazione, tra Caffè Haiti biologico, cornetti, cappuccini e torte del giorno. Si prosegue con il pranzo veloce, con diverse opzioni: maxi toast prosciutto e formaggio, pan brioche o burger bun (dai 10 ai 12 euro con acqua e caffè inclusi). Dall’orario dell’aperitivo in poi il menu si arricchisce con altri piatti, dal carpaccio di Black Angus (13) alla parmigiana estiva (12), ancora burro e alici (16) o polpette al sugo, in bianco e vegetali (12). Poi ci sono i bagel (9), al salmone o con burrata, il tagliere, le piadine e il tris di maritozzi (16).

Passando ai cocktail, la carta di Niji include principalmente drink di alta miscelazione, con oltre 50 etichette di gin da tutto il mondo, più una piccola selezione di vini, per dare un’alternativa a chi li predilige. Dietro al bancone c’è barman Mattia Ferrara, classe ’99, giovane ma con mani esperte: è lui a dare vita alle notti del locale, shakerando emozioni per i clienti. Tra i drink di riferimento segnaliamo l’Hanky Pisco (vermouth rosso, Pisco Acholado, rabarbaro, menta, Amargo Chuncho), il Sanatorio (tequila, zenzero, karkadè) o il Sunset Kuala Lumpur (vodka sour infuso al cardamomo verde, cetriolo, lime, zucchero), un drink iconico del Niji, nato nel 2013 con Eleonora De Santis, barlady romana di successo.
Niji InGalleria. Via Goffredo Mameli 53, Roma. Tel. 376 255 5414. Sito. Facebook. Instagram.
