Anche Penati mangia il Big Mac. Embè?

Ormai sta diventando quasi un genere giornalistico: il racconto, indignato o divertito, delle cene a scrocco dei politici. Oggi tocca a Filippo Penati, ex presidente pd della Provincia di Milano, da tempo sotto inchiesta perché accusato di aver vissuto e prosperato a spese della politica (e quindi nostre). Ora, leggendo il pezzo del Corsera veniamo informati (?) nel dettaglio di ogni serata passata da Penati. Serate tristi, va detto, altro che "cene allegre", altro che Dolce Vita, come titolava il Secolo XIX il giorno prima. Niente Pergola o Pagliaccio, Penati sconta la sua origine proletaria o forse una mancanza di gusto. Comunque sia, tra Osteria da Mario (piazza delle Coppelle) e Sapore di Mare (il ristorante di via Piè del Marmo noto per la convenzione con i parlamentari), il banchetto è decisamente ordinario, se non mediocre. 

Il dettaglio delle cene, che dovrebbe far urlare di indignazione l'antipolitica, dipinge un affresco di sconsolante mediocrità. Penati si fa pagare le cozze pelose, come Michele Emiliano, ma per sole 12 euro. Si concede il Bolognese (220 euro in tre), poi fa il tour di posti decisamente turistici o fuori moda: Ar Galletto di piazza Farnese, alla Rampa di Trinità dei Monti (82 euro in tre). Va da Palatium (oh) e poi alle Grotte del Piccione, noto per aver lanciato qualche secolo orsono un cantante di talento, Fred Buscaglione. A Milano non fa meglio: a parte il modaiolo Da Giacomo, affonda al Porto di piazzale Cantore (232 euro in quattro) o al Boschetto di San Giovanni (128 in tre). Non manca un Mc Donald's: hamburger e patatine, 51,2 per quattro.

E dunque? A parte racccontare i gusti dozzinali del Penati, l'usanza certo criminosa e inaccettabile (se dimostrata) di farsi pagare pranzi e cene da una fondazione criminale, non è un po' ossessiva e morbosa questa dettagliatissima lista delle spese con i relativi ristoranti frequentati dai politici e tanto di mappe e infografiche? E' un dubbio e ce la poniamo mentre ne diamo conto, tra l'altro. Ma non possiamo fare a meno di porcelo. E di chiederci, un po' intristiti mentre finiamo la rassegna delle tavole imbandite del Penati: non è un po' ridicolo raccontarci che a "Sicilia in bocca", a Prati, il politico con i suoi amici si sono fatti servire quattro "grappe barrique" per 28 euro?
E il caffè? L'avranno preso il caffè?

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