Il preconto di Angelina a Testaccio

Il preconto di Angelina a Testaccio

Un normale lunedì sera di un inverno di crisi. Sono passate 24 ore dal blitz nella Milano da bere. Roma, interno notte. Via Galvani. Angelina a Testaccio, gran bel ristorante aperto pochi anni fa. Tutto pieno. Ci saranno un centinaio di persone, tutte sedute ai tavoli. "C'è da aspettare un quarto d'ora", ci dice la gentile cameriera. Aspettiamo. Ci sediamo poco dopo. Mangiamo, non male, non bene, come al solito. Chiediamo di pagare. Al tavolo arriva un biglietto di carta. C'è scritto 56.60 euro, con la specifica dei piatti. In fondo c'è scritto anche "preconto". Preconto, ovvero appunto, un pezzo di carta senza alcun valore fiscale. Tutto inutile, dunque? Forse il buon Stefano Bonilli ha peccato un po' d'ottimismo?

Qui la campagna "No scontrino no party" sul blog di Puntarella Rossa sul Fatto Quotidiano

Angelina a Testaccio

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5 Comments

  1. Alberto
    febbraio 01, 10:48 Reply

    Stupirsi di cio' è … stupefacente! Pensiamo che da Angelina – ma anche altri sia chiaro! – lo strobazzato blitz della Finanza (ordinaria amministrazione, solo pubblicizzata) abbia fatto passare notti insonni? Ma dai… che je frega…
    Posso fare la domanda cattiva? Ovvero: una volta pagato hanno portato la ricevuta? L'avete chiesta? Se non è stata emessa, avete segnalato il tutto al 117 della Finanza?

  2. Carlo
    febbraio 01, 12:51 Reply

    Bravo Alberto, occorre chiedere e pretendere lo scontrino o la ricevuta fiscale. A me è successa la stessa cosa dall'arcinoto Baffetto dalle parti di piazza Navona, il quale mi ha presentato il conto su un foglio di carta straccia. Io, dopo aver pagato, gli ho chiesto la ricevuta fiscale e, all'osservazione del cameriere, il quale mi ha detto che avere la ricevuta sarebbe stato difficile perché, data l'ora tarda (mezzanotte circa), la cassiera era già andata via, ho rappresentato che non sarei andato via di là se la ricevuta non fosse stata fatta. Poco dopo la ricevuta fiscale è arrivata. Io avrei denunciato il tutto al 117, ma mi chiedo chi avrebbe fatto altrettanto. DOBBIAMO CHIEDERE SCONTRINO O RICEVUTA FISCALE, SEMPRE!!!

  3. Paolo
    febbraio 01, 15:16 Reply

    Premesso che io pago sempre tutto con la carta di credito (non ho problemi di tracciabilità, anzi, mi è comodo proprio per la tracciabilità…), in questo caso, se anche mi venisse il dubbio di pagare in contanti non lo farei. E poi lascerei alla GdF, se comincia a farsi vedere con maggiore frequenza, l'impegno di matchare vouchers delle carte di credito con scontrini inesistenti

  4. Mario
    febbraio 01, 16:07 Reply

    La campagna è sacrosanta: di episodi ne avrei moltissimi da raccontare, vista la prassi universalmente diffusa. Ultimo, in ordine di tempo (sabato sera) Necci al Pigneto, abituale preconto farlocco e ricevuta emessa solo dietro richiesta (e dopo il classico e ipocrita "ma certamente!": e se non l'avessi chiesta?). Oppure, anche se fuori tema rispetto al blog, di quel notissimo parrucchiere di Monteverde che un sabato mattina (sabato!!) non aveva nemmeno il blocchetto in negozio e ha dovuto mandare il garzone in tabaccheria a comprarlo (e chissá se sapeva com'era fatto..) Ma come vogliamo procedere? Non mi è chiara la differenza fra delazione (sul blog almeno) e boicottaggio: senza delazione, ovvero condivisione delle disavventure sul blog, il boicottaggio resta unicamente basato sull'esperienza individuale, e forse definirlo "campagna" risulta un tantino esagerato.. Ad esempio, adesso io ho un motivo in piú per non andare da Angelina, locale sí bellissimo, ma che mi ha sempre lasciato piuttosto perplesso, sia per l'offerta che per il servizio. Perché non organizzare una bella lavagna con "buoni e cattivi" come a scuola? O un'apposita classifica, in base alle segnalazioni?

  5. piero
    febbraio 01, 16:13 Reply

    Ma avete mai provato a fare una denuncia per mancata emissione di scontrino fiscale? beh, io ricordo che a Milano, quasi vent'anni fa ci provai: alla fine, per non perdere mezza giornata di lavoro, semplicemente cambiai pizzeria.

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