Concreto a Roma è l’enoteca con cucina essenziale aperta dallo chef Enrico Camponeschi a Prati alla fine del 2024: pochi coperti, niente fuochi, piatti leggibili e una carta dei vini artigianale centrata sui piccoli produttori italiani.
A due passi da Piazza Cavour, quartiere Prati, poco distante dal Lungotevere, Concreto è un’enoteca con cucina inaugurata alla fine di dicembre 2024, frutto dell’idea dello chef Enrico Camponeschi. Uno spazio che punta sull’essenziale e sull’idea di convivialità genuina, lontana dalle sovrastrutture.

Al centro del progetto c’è la cucina dello stesso Camponeschi, che porta qui il suo percorso costruito in quindici anni tra alcune realtà solide della ristorazione romana (tra cui Rome Cavalieri e St. Regis). “Erano cinque o sei anni che avevo in mente di aprire un posto mio”, ci racconta, “e volevo che fosse coerente con il mio modo di intendere la cucina“. Ne nasce una proposta diretta, fatta di pochi ingredienti selezionati e valorizzati senza fronzoli, accompagnata da una carta dei vini prevalentemente italiana, orientata su piccoli produttori artigianali.
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L’ambiente di Concreto a Roma

La ricerca del locale giusto non è immediata: “Ci ho messo molto a trovare questo spazio a Prati, il quartiere in cui sono cresciuto. Era un ex centro estetico, quindi non un locale avviato”. La scelta di aprire un’enoteca con cucina risponde a un’esigenza pratica e concettuale: “Locale piccolo, cucina piccola, niente fuochi. È una sfida, ma mi rappresenta”. Sedici coperti, quattro posti allo chef table e qualche posto esterno nella bella stagione compongono un progetto pensato per essere gestito quasi interamente in autonomia. L’identità di Concreto passa anche dall’ambiente, minimale ma non freddo, grazie alla presenza del legno e delle tonalità beige. Un’estetica nordica che cerca intimità più che design. “Volevo uno spazio semplice ma caldo”, spiega Camponeschi, “Concreto è un nome che dà un senso di fermezza, coerente con l’arredamento e con i piatti”.
Cosa si mangia e si beve da Concreto a Roma

In sala c’è Mattia Bonvissuto, che si occupa dell’accoglienza e della parte enologica, mentre la cucina resta il fulcro dell’esperienza. Concreto, nato inizialmente come luogo da aperitivo, si è trasformato rapidamente in una destinazione anche per la cena, infatti “il concetto di cucina è centrale, non siamo solo un’enoteca. I clienti vengono soprattutto per fermarsi a mangiare”, il tutto in uno spazio raccolto che favorisce il dialogo e un’esperienza informale, ma curata.

Il menu è lo specchio delle idee di Camponeschi: pochi ingredienti, combinazioni leggibili e tecnica al servizio della materia prima. “Tre o quattro ingredienti massimo, così il cliente riesce a capire cosa sta mangiando senza impazzire. Volevo piatti riconoscibili”. La spesa è quotidiana al vicino Mercato Trionfale, una scelta che permette di lavorare sempre su prodotti freschi e stagionali. In carta convivono snack e piatti più strutturati: dalla giardiniera concreta (8 euro) al sashimi di ombrina con latte di cocco, melograno e puntarelle (13 euro), dal battuto di manzo con pere, noci e gorgonzola (13 euro) al roast beef tonnato (14 euro), fino ai cardoncelli arrosto alla cacciatora (10 euro).

A completare il progetto, una carta dei vini (circa settanta le etichette) quasi interamente italiana, che privilegia piccoli vignaioli artigiani, attenti a pratiche biodinamiche e naturali, con un focus su vitigni autoctoni e realtà agricole italiane. La selezione cambia di pari passo con il menu (circa ogni mese e mezzo) e anche la mescita risulta molto dinamica. “Una scelta di coerenza con gli ingredienti. Inoltre, in Italia ci sono talmente tanti vitigni che volevamo fare un bel viaggio qui, prima di spostarci in Francia, in Slovenia o in altri paesi”.
Concreto. Via Marianna Dionigi, 4, Roma. Tel. 06 5415084. Sito. Instagram
