Vicino Anagni il ristorante di cucina ciociara all’interno di una dimora medievale

Locanda la Torre

Locanda la Torre, a pochi chilometri da Anagni, è una dimora medievale del 1100 che oggi torna in vita grazie a piatti locali e della tradizione con prodotti del territorio. 

 

 

A un’ora da Roma, lungo la via Casilina, sorge Anagni, città di pietra dorata, scrigno di un tesoro medievale che pochi si aspettano nella bellissima zona, ancora poco battuta, della Ciociaria. Poco più in là, nel comune di Sgurgola, ha aperto dalla metà di dicembre 2024 Locanda la Torre, un ristorante sviluppato all’interno di un’antica dimora del 1100, Torre Mola Colonna. Qui, come attesta anche la targa apposta sull’ingresso di quella che sarà la struttura alberghiera (una serie di stanze in allestimento e presto fruibili) nacque Maria Righetti, madre di Alberto Sordi.

Leggi anche: Dove mangiare a Frascati

Le origini di Locanda la Torre

l'esterno di locanda la torre vicino anagni
Una veduta dell’esterno – foto di Alberto Blasetti

Originariamente torre medievale del XII secolo, la struttura è stata trasformata nel 2023 in un rifuso di storia e design essenziale. Nonostante le sue origini antiche, gli interni rivelano un equilibrio fra pietra a vista e materiali contemporanei: legno di quercia nei pavimenti, marmi levigati e ampie finestre che inondano gli spazi di luce naturale.

Locanda la Torre Anagni
La sala superiore di Locanda la Torre

Inoltre, il progetto prevede l’apertura di 8 camere nei prossimi mesi, completando la visione di una locanda moderna ma legata alle sue radici che racconta la cucina ciociara.

La proposta gastronomica di Locanda la Torre

Un piatto del menu di Locanda la Torre
Fini fini con asparagi e guanciale

“Sono cresciuto in queste zone, e ritornare qui per poter raccontare i sapori di questo territorio è per me una sfida ma anche motivo di orgoglio“. È con queste parole che lo chef Federico De Angelis sintetizza il menu firmato assieme allo chef Antonio D’Antonio. I due reinterpretano i piatti della memoria ciociara con rigore e creatività. Per esempio, i Fini Fini (14 euro) – pasta all’uovo sottilissima del ‘500 – serviti con un sugo di pomodoro fresco proveniente dall’azienda agricola Bracci, o con asparagi e guanciale, mentre il filetto di maialino in crosta di guanciale (22) unisce la tenerezza della carne a una croccante copertura di salume locale, accompagnato da un fondo bruno aromatico. Una proposta ben raccontata dal manager Mirco Cecilia, che guida la sala e cura la carta dei vini, che annovera oltre 150 etichette, con molte referenze laziali.

Tiramisù Locanda la Torre
Il Tiramisù di Locanda la Torre – foto di Alberto Blasetti

Non meno significativa è l’attenzione agli antipasti condivisi, come la parmigiana di zucca (12) in cocotte di terracotta, che richiama le conserve delle massaie locali. I dolci chiudono il pasto con un omaggio alla semplicità, lungi dall’esser semplice: il tiramisù (8), infatti, bilanciato tra cremosità e intensità di caffè, presenta un intenso e originale gioco di consistenze, risultato di mesi di ricerca.

Filiera corta e relazione con il territorio

prodotti locali Locanda la Torre
Salumi e formaggi locali – foto di Alberto Blasetti

Grazie a una rete di 12 produttori locali, il 75% delle materie prime sono di prossimità. Ad esempio, il Cacio di Morolo – formaggio a latte crudo – arriva dal caseificio Scarchilli, mentre i salumi sono selezionati dall’azienda Ara del Tufo. Tuttavia, la sfida rimane quotidiana: “Cerchiamo di adattare il menu alle disponibilità stagionali, senza però rinunciare alla coerenza“, spiega Angelica Recchia, responsabile del progetto.

Guardando al futuro, la Locanda punta a diventare un polo culturale: “Collaboreremo con la Soprintendenza per eventi che uniscano arte, storia e cucina“, anticipa Recchia. E sono già tanti i clienti che, prima di pranzo, decidono di passare qualche ora tra la Cattedrale e la piazza, dove campeggia l’insegna con le terzine che Dante Alighieri dedica alla città e all’episodio dello schiaffo di Anagni. Arte e buona cucina, un binomio che dà sempre grandi soddisfazioni.

Cosa vedere ad Anagni

Il campanile antistante la cattedrale di Anagni

Nel centro di Anagni – conosciuta come la “Città dei Papi” per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) – sorge la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, un concentrato di storia, potere e simbolismi, un luogo pieno di ricchezze, tutte da scoprire. Protagonista indiscusso è Bonifacio VIII, il pontefice che nel 1300 inventò il Giubileo e fondò l’Università La Sapienza. La Cattedrale conserva il suo piviale (mantello liturgico) ricamato con grifoni, aquile bicipiti e pappagalli, simboli del suo potere. Ma non solo: la Biblioteca Capitolare, annessa al complesso, ospita codici miniati e documenti che Bonifacio stesso studiò, tra cui testi di diritto canonico e trattati teologici del Duecento. Un tesoro per pochi eletti: molti volumi sono ancora oggetto di studi.

Nella chiesa, potrete perdervi fra i motivi geometrici del pavimento cosmatesco (XIII secolo), un mosaico di marmi policromi e lapislazzuli di incomparabile bellezza, che ispirò quello dell’Abbazia di Westminster. Al di sotto, si accede alla cripta di San Magno, capolavoro del XIII secolo, dove l’arte diventa un trattato di filosofia, con quella che a oggi è l’unica rappresentazione della creazione dell’uomo, affiancata da quella scientifica. Un’iconografia rivoluzionaria per l’epoca.

Locanda la Torre. Via Cascata Sul Fiume Sacco SP 154 100, Sgurgola (FR). Tel. 0775 1362028. Sito, Instagram

 

 

Seguici sui social: Facebook e Instagram