C’è la crisi, vai con il fornelletto

C’è la crisi, vai con il fornelletto

© Fatto quotidiano / Puntarella Rossa

Un pasto da gourmet sotto le stelle. È questa la promessa de “Il Re del fornelletto”, un ricettario per imparare a cucinare in campeggio, scritto a quattro mani da uno chef e da un esperto campeggiatore e appena pubblicato da Terre di mezzo. Gli autori, Lorenzo Buonomini e Jacopo Manni, amici e appassionati di vacanze in camping, si sono stufati di cibi precotti, paste collose e scatolette e hanno deciso di portare la grande cucina sui tavolini pieghevoli delle vostre vacanze low cost. Regole base: pochi strumenti, tempo di preparazione inferiore alla mezz’ora e ingredienti possibilmente tipici e/o a km zero. Ed ecco che, con le loro ricette, si potrà tentare di suscitare le invidie anche del vicino di tenda tedesco super attrezzato e super esperto. Intenzioni nobili, quelle degli autori, che abbiamo voluto mettere alla prova sul campo. Anzi, “sul prato”.

Sfogliando il libro accanto alla tenda, in effetti qualche dubbio sorge. Davvero c’è qualcuno che indeciso su cosa mangiare in vacanza, ancorato al terreno in mezzo ad una radura può avere la necessità, o anche solo la voglia, di cucinare una blinis di fichi e caprino con caramello al vino rosso? O un filetto di maiale al pesto rosso? Lasciando perdere alcuni piatti che neppure a casa ci azzarderemo a preparare ne abbiamo provati altri che ci sembravano sfiziosi e, soprattutto, fattibili anche in una cucina low cost, all’aria aperta. Siamo partiti con i rigatoni broccoli e patate, una ricetta “all-in”, ossia con tutti gli ingredienti cotti dentro la stessa pentola della pasta. Le indicazioni iniziali tornano utili: per cuocere 250 grammi di pastasciutta è sufficiente un litro e mezzo d’acqua. Per avere dei rigatoni al dente sono quindi sufficienti 20 minuti da quando abbiamo posizionato la pentola sul fornelletto. L’idea di aggiungere le patate tagliate sottili e i broccoli a sette minuti dalla fine della cottura, poi, è veramente geniale: si evita di usare un’altra pentola e si scola tutto insieme. Per insaporire bastano aglio, peperoncino, sale, pepe e olio. Promossa a pieni voti!

Passiamo alla carne. Di solito in campeggio quando va bene si è in compagnia di un amico esperto di barbecue che griglierà chili e chili di costine, salsicce e bistecche, mettendovi semmai in difficoltà nella prova costume. Ma in tutti gli altri casi il convento passa solo dei wurstel e qualche hamburger surgelato. Dalle ricette del “Re del fornelletto” abbiamo scelto il kebab di pollo. Facile, veloce (a patto di trovare lo yogurt greco), gustoso e di sicuro impatto visivo. Bastano quattro fettine di petto di pollo, da cuocere in padella con un filo d’olio. L’unica perplessità la desta l’indicazione di impastare e stendere la focaccia con una bottiglia di vetro sul tavolo. In questo caso forse è più comodo acquistare delle piadine già pronte e farcirle con il preparato. In definitiva ci sembra un ottimo libro di ricette, forse troppo complicate per un campeggiatore dell’ultima ora, ma perfette per tutti gli altri e, perché no, per la cucina di tutti i giorni. Trucchi e piatti ideali per chi ha solo mezz’ora di tempo per preparare una cena, per chi non si vuole trovare il lavello pieno di pentole da lavare e per chi non dispone di un set di attrezzi “alla Vissani”, ma non per questo vuole rinunciare al gusto o arrendersi, rassegnato, all’invasione dei cibi precotti.

Questo articolo è anche qui, su Piacere Quotidiano, sezione del Fatto Quotidiano online

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3 Comments

  1. ted
    giugno 26, 16:28 Reply

    Puntarella Rossa detesta: le marchette dei giornalisti enogastronomici, 

  2. ted
    giugno 26, 16:28 Reply

    w la coerenza!!!

    • Puntarella Rossa
      giugno 26, 18:20 Reply

      E cosa ti fa pensare che questa sia una marchetta? Non è che non si può parlare bene di un libro con un argomento divertente senza che questa diventi una marchetta… Altrimenti tutti i critici letterari che parlano di un libro senza demolirlo farebbero delle marchette e tutti i giornalisti che raccontano di un ristorante o di un film in termini positivi farebbero altrettanto. Va bene che siamo in era di dietrologie e complottismi, ma ci pare un concetto un po’ strano. Dicesi marchetta, in gergo giornalistico, la recensione positiva di un ristorante dal quale si hanno vantaggi economici, tipo la pubblicità o altro. Non è questo il caso e lo sanno bene i lettori di Puntarella che ci seguono da qualche annetto

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