Via dei Serpenti, riapre l’antico forno

Si aspettava da giorni di scoprire cosa e come sarebbe diventato l'antico forno che da circa cinque anni mostrava ai passanti di via dei Serpenti, angolo via Panisperna, i suoi battenti tristemente chiusi.  Ed eccolo, in tutto il suo splendore: lo storico forno del Rione Monti rivive grazie all'entusiasmo di un gruppo di giovani sorridenti ed emozionati. La gestione è di un professionista con le mani in pasta da quattro generazioni, Sergio Conti, che con i genitori cura il celebre forno di famiglia a Trastevere, zona piazza del Drago. Quello che nell' insegna datata 1860 recita: " Forno e panetteria romana e spaccio di paste". Il nuovo forno è moderno e antico allo stesso tempo, un nuovo tempio gourmet che ricorda gli omologhi milanesi Princi e Pattini&Marinoni nell'abbondanza dei prodotti e nella qualità, ma che ha un fascino tutto suo, romanissimo. E uno stile rétro, anni '30.

Lo spazio  è stato restaurato in modo sopraffino dalla sorridente moglie di Sergio, la quale insieme a una collega architetto ci tiene a sottolineare che l'ispirazione che le ha condotte nei mesi di lavoro è stata quella di  mantenere l'identità di un luogo esistente dagli anni trenta.

 

 Il forno si sviluppa in un unico ambiente, con un laboratorio a vista che dal retro sforna in continuazione ogni ben di Dio.

Il bancone è lungo e finisce con un angolo caffetteria self service, dove c'è una macchina Cimbali per caffè, cappuccini, tè,  espressi. Si può fare dunque colazione, anche se lo stile è un po' quello degli Starbuck's: bicchieroni di carta, cucchiaini di legno e macchina automatica.

 

Ci sono cinque tavolini, appoggiati alle panche di marmo, dove si può fare colazione o mangiare a pranzo. Ogni giorno verranno servite zuppe, timballi, paste ripiene e lasagne (una porzione cinque euro)

Il bancone della gastronomia e i bellissimi lampadari a palla

All'angolo "acquisto d'impulso" ci sono scaffalature ricche di vini della regione, conserve artigianali, patè vari

Ah!  dimenticavo il vero motivo per cui si entra in questo elegante forno multifunzionale, il bancone principale, che ospita: filoni di pane casareccio, pagnotte all'olio, al latte, panini con noci, con olive, o tanta uvetta,  e chi più ne ha, più ne metta….La pizza bianca costa 7 euro al chilo, quella rossa 8.

Odorosissimi cornetti e brioches fumanti,  la mattina

Pizze, pizzette, focacce d'ogni tipo, al pomeriggio

E dulcis in fundo, per nutrire anche l'intelletto oltre che la panza, il delizioso angolo lettura, con una collana di testi di cucina, della colorata  Maria Pacini Fazzi editore.

 

Quello che più di tutto dilata le nostre pupille sedotte è la vetrina esterna, dalla quale si vede l'artigiano pasticcere all'opera, concentrato e noncurante del mondo concitato che scorre fuori.

I materiali utilizzati, come il marmo giallo di Siena dell'angolo con le sedute, quello di Carrara del bancone principale, il ferro battutto delle scaffalature e delle vetrine, sono stati lavorati a mano da artigiani del quartiere. Inoltre, tutto è studiato per un consumo resposabile, quindi raccolta differenziata e stoviglie di materiali biodegradabili.

Aggiornato il 13 dicembre 2011

A pochi giorni dall'apertura, facciamo il punto anche sulla qualità dei prodotti, oltre che sull'indubitabile bellezza del locale. E, dopo aver assaggiato diversi prodotti, qualche dubbio avanza. Ecco i nostri voti, ovviamente provvisori e quindi emendabili e commentabili.

I voti

Pizza bianca: 5,5
Pizza con le patate: 6,5
Pizza rossa: 6+
Lasagne: 6,5
Pane: 6,5
Cappuccino: 6,5
Cornetti: 6,5
Biscotti al cioccolato: 6-
Biscotti sardi: 6,5
Brutti ma buoni: 7,5
Dolcini alle mandorle: 7,5
Strudel: 5
Panettoncini : 7                                                                                                                                      
Focaccine bianche: 6,5                                                                                                                        
Cannoli mignon alla nutella: 6,5                                                                                                        
Pizzottelle rosse: 7

 

7 Commenti

  1. Ci sono stata pomeriggio, davvero un bel posto, la pizza rossa era buona, quella con le patate un po' meno. Il servizio era molto impacciato, le commesse dietro al bancone non sapevano gestire la clientela, erano molto impanicate, in realtà non c'era tantissima gente, ma mostravano grandi difficoltà a comunicare con anziane signore e turisti stranieri. Alla cassa il proprietario non aveva i 7 centesimi di resto, ma è stato gentile e mi ha offerto un biscotto con marmellata e pinoli molto buono.

  2. Mi spiace di doverlo dire ma a fronte della magnifica rispetura , la vetrina con il pasticcere e la varietà di cibi proposti trovo che mediamente solo i dolcetti meritino attenzione. Pessimo il servizio  (ci vado almeno ogni due o tre giorni)  perché mi è capitato di comprare un muffin alle mele ma dentro era al riso, cornetti uguali a quelli scongelati dei bar ma soprattutto la proprietaria (? Alla cassa) non usa i guanti pur toccando continuamente cibo e soldi.

  3. pessimo il servizio, oggi c'era fila e la signora alla cassa (che non sorride mai) leggeva il giornale tra uno scontrino e l'altro e c'era la fila!
    Ho comprato un rustico chiedendo cosa ci fosse dentro, risposta della poco gentile commessa: prosciutto cotto e mozzarella. Torno in ufficio, lo mangio e, sorpresa! c'erano i wurstel!!!!! Il pane è immangiabile, ho comprato per pane di grano duro del pane sciapo, ma nella vita avete mai venduto e prodotto pane??? Il locale è carino ma forse è più una tavola calda che un forno.
    I dolcetti in media sono buoni.

  4. Confermo con dispiacere quanto scritto dagli altri sulla qualità dei prodotti;. Rincaro la dose sugli orari: vi pare possibile che un posto che si chiama "FORNO" e ha chiaramente delle pretese, alle 7.30 non sia ancora aperto e la domenica addirittura apra alle 10???? Sarebbe un luogo perfetto, non manca nulla per diventare un luogo di riferimento del quartiere; così invece non si capisce cosa vogliano fare, temo che non lo sappaino bene neanche loro.

  5. confermo la scarsa qualità dei cibi…e in più la scarsa conoscenza dei prodotti e delle più elementari nozioni di vita e vendita, ho chiesto un pane scuro, tipo genzano o lariano e mi sono vista rifilare un panaccio bianco tipo senza sale, quando ho domandato < scusi ma che pane è?> e il  ragazzo (molto titubante e restio a rispondere) <eeeeeeh lariano!> al mio appunto scusi ma il lariano non è scuro? la sua risposta è stata < allora sarà genzano…(rivolge lo sguardo ad un altro ragazzo )è genzano ve?> nessuno rispose.. insisto che quel pane era troppo bianco e io cercavo un pane scuro… niente da fare.. non voleva capire.. mi arrendo e chiedo un kg di quel panaccio bianco. <signò sooooo 3 euro al kg> nessun problema… vado in cassa e pago 1.80 euro…morale.. il ragazzo non è stato in grado di capire che avendo io bisogno di un kg di pane avrebbe dovuto darmi un  filone e mezzo….COMPLIMENTI…
    sono stati chiusi per 5 anni… potrebbero tranquillamente richiudere, nessuno a monti sentirà la mancanza di un locale solo ben arredato.

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