Io e te, che mangi le mie acciughe

Io e te, che mangi le mie acciughe

Seconda puntata di “Piatti al Vinile”, rubrica quindicinale di Puntarella Rossa sul supplemento settimanale del manifesto Alias, nella sezione Ultrasuoni. Due ristoranti romani e uno milanese: Jannacci, Working Week e Ivan Graziani.

ROMA
Osteria dell’Arco

Via Pagliari 11
Tel 06-8548438
www.osteriadellarco.com
Chiuso domenica

In principio, nei ÔÇÿ70 e ’80, erano i profiteroles. Praticamente i Beatles. Poi ecco tartufi bianchi e neri e il tiramisù: Duran Duran e Spandau. A metà degli ’80 arriva il cool jazz della torta pere e cioccolato, più duratura dei Working Week. Ora impazza il tortino con il cuore caldo al cioccolato, più morbido di Tiziano Ferro. Non c’è bettola o ristorante che non te lo propini. Sempre uguale, con quel gusto un po’ industriale. Arrivi all’Osteria dell’Arco ed eccolo lì. Poi lo mangi e capisci: questo è un moelleux, cioccolato 85%, marmellata di arance amare all’anice stellato e scaglie di sale. Preceduto da un’ottima ricottina di pecora sabina con scapece di zucchine, da perciatelli con guanciale di Cori e pecorino stagionato, e da una guancia di manzo al Cesanese.
Bonus i prezzi moderati. Lo staff al femminile: la chef è Cristina Iemmi, la sommelier Nicoletta Baiani.
Malus il tortino di cioccolato: buonissimo, ma non se ne può più

I voti
Cucina: 7,5
Servizio: 7,5
Ambiente: 6,5

MILANO
Ratanà

Via de Castillia 28
Tel. 02-87128855
www.ratana.it

Quando la sera milanese diventa una bruma impastata di smog e i grattacieli rischiano di indurirti il cuore, pensi che hai voglia di commuoverti. E allora ascolti una vecchia canzone dell’Enzino Jannacci, chiedendoti perché non sia ancora considerato da tutti quel genio che è: “Io/io e te/ che guardi le mie rughe/ io/io e te/ che mangi le mie acciughe”. E poi entri in questo villino dell’Isola, ti siedi di fronte al gigante gentile Danilo e osservi in silenzio l’antica bellezza di un risotto alla milanese. Lo chef, Cesare Battisti, lo prepara con riso Carnaroli Superfino Riserva San Massimo, pistilli di zafferano spagnolo, pezzi di midollo e niente vino. La mantecatura è con burro e Tipico lodigiano 24 mesi. Poi, visto che tu ci sguazzi nella commozione, passi alla costoletta alla milanese, all’ossobuco, alla tartare di fassona adorata da Carlìn Petrini. E ti sciogli definitivamente.

Bonus: la carne, ottima, arriva dal macellaio Sergio Motta, di Inzago
Malus: La costoletta alla milanese, ottima, costa 30 euro.

I voti
Cucina: 8
Servizio: 6,5
Ambiente: 7,5

ROMA ALL’APERTO
Laboratorio 3

Via di Pietralata 180
Tel. 06-4501288

Se una fredda sera di dicembre la vostra autoradio canticchiando “le osterie fuori porta” di Guccini vi strappasse il volante dalle mani e prendesse il controllo dell’automobile, beh, allora non avreste scampo e finireste pericolosamente parcheggiati in curva, su via di Pietralata, davanti al Laboratorio 3, la pizzeria più pasoliniana di Roma. Gli habitué – e cioè i militari della caserma di fronte – la chiamano “ar mille lire”. Ma il piatto forte della casa non è il prezzo, bensì la cucina: la pizza romana bassa bassa (ottima quella con la nduja), la bruschetta dietetica “salsiccia e mascarpone”, e soprattutto gli arrosticini. Straordinari. Perfetti. Più abruzzesi di Ivan Graziani.

Bonus: Il giardino romantico con annesso pergolato. Gli arrosticini, che producono dipendenza: c’è chi ha superato quota 60.
Malus: Il vino rosso della casa. Talmente freddo e cattivo da risultare imbevibile: l’ideale per affrontare etilometri ed ematologi.

I voti
Cucina: 7
Servizio: 6
Ambiente: 7

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