Le migliori pizzerie di Napoli, dove mangiare in un weekend. Napoli è sinonimo di pizza. Anche se bisognerebbe intendersi per “Napoli”: nel senso che le grandi pizzerie contemporanee non si trovano solo nel capoluogo, ma anche in altre città della Campania, a cominciare da Caserta. E bisognerebbe intendersi su pizza, visto che il concetto è vasto: ci sono le pizze tradizionali, le pizze a portafoglio, fritte, a metro, a ruota di carretto, ad alta idratazione, battilocchio, montanare. Ci sono locali antichi e spartani, dove normalmente non si prenota, e locali modernissimi, dove una giovane generazione di napoletani ha rinnovato il concetto stesso di pizza. L’elenco dei posti è infinito e non staremo qui a farlo, perché vogliamo invece dare qualche punto di riferimento per chi volesse passare qualche giorno a Napoli, o anche solo un weekend. E allora nel concetto di “migliori pizzerie di Napoli” ne mettiamo innanzitutto tre da provare, con particolare cura per le pizze contemporanee e le nuove generazioni.
Le migliori pizzerie di Napoli, dove mangiare in un weekend
50 Kalò – Mergellina

50 Kalò è la pizzeria di Ciro Salvo, a Mergellina. Siamo a piazza Sannazzaro, tra Posillipo, Mergellina e Fuorigrotta, punto d’approdo di via Caracciolo, il lungomare. Ciro Salvo è alla terza generazione di pizzaioli. Il nome si spiega così: “50” nella cabala napoletana è il pane, mentre kalò nell’antico gergo dei pizzaioli significa buono, dal greco kalos. L’ambiente della pizzeria è moderno, forse anche un po’ troppo: lo spazio è molto grande da rischiare un po’ la freddezza, con quelle sedie di plastica. Meglio allora restare all’esterno, nei tavoli che circondano la pizzeria. Non si prenota, ma l’attesa non è lunghissima (a meno che non arriviate nei giorni e nelle ore di punta).

La pizza è da incorniciare, anzi da mangiare subito: ha un impasto soffice, digeribile, con una lievitazione tra le 20 e le 24 ore e un’idratazione molto alta. Quella dell’alta idratazione è una delle fisse dei nuovi pizzaioli (tra loro c’è soprattutto Guglielmo Vuolo) che, aiutandosi con farine forti, ricche di glutine, creano un impasto leggero, profumato, alto. Avete presente gli alveoli? Sono i buchi che si trovano nel cornicione e si fa a gara, in certi posti, per chi riesce a farli più dilatati. La pizza di Ciro Salvo ha materie prime di grande qualità: l’olio extravergine, rigorosamente a fine cottura, il pomodoro di Casa Marrazzo, il fior di latte di Agerola. Una margherita costa 6,5, le altre non superano i 9,5 euro. La lista dei vini è buona, per chi non vuole restare sulla solita birra.
Prezzi. Margherita: 6,5 euro. Coperto 2 euro
50 Kalò, piazza Sannazzaro 201 / B
10 Diego Vitagliano

Che pizza, ragazzi. Diego Vitagliano, classe ‘95, è uno pizzaioli contemporanei più noti e apprezzati e ha ha aperto due sedi di “10”, a Pozzuoli e a Bagnoli. Noi siamo stati nella sede di Bagnoli e abbiamo trovato un grande locale moderno ma nient’affatto impersonale, con uno spazio per la pizza gluten free e una bakery.

La sua pizza è realizzata con un impasto con prefermento di tipo 1 bio, una lievitazione di 36 ore, alta idratazione e un bassissimo quantitativo di sale. Il cornicione è alto, a canotto. Il portale Big Seven Travel l’ha appena giudicata come la migliore pizzeria d’Europa. La materia prima è tutta campana, con l’eccezione dell’olio pugliese Muraglia. In menu ci sono anche pizze croccanti e fritte.
Prezzi: Margherita 6,5. Coperto 2,5 euro
10 Diego Vitagliano, via Nuova Agnano 1 Bagnoli, Napoli
Isabella De Cham – Sanità

La Sanità è quartiere molto popolare di Napoli. Qui c’è un classico della pizza fritta, dove spesso fanno visita i politici in vista, Concettina ai Tre Santi. Noi invece abbiamo provato una giovane certezza della pizza fritta, Isabella De Cham. Ha cominciato a lavorare in posti di qualità, come Sorbillo, Zia Esterina, la Masardona e a Forcella con Vincenzo Durante. Da qualche anno ha deciso di tornare nel quartiere nel quale è nata e di mettersi in proprio. Il locale non è un punto di forza: c’è una sala al primo piano, moderna, un po’ buia. Meglio il dehors. Quel che conta, però, è la pizza, e qui voliamo su architetture sperimentali, quasi acrobatiche, leggerissime e sofficissime. Non immaginate un mappazzone pesante, che naviga nell’olio. Qui ci sono pizze lievitate, alte, batocchi ripieni, montanarine.

Il batocchio costa 5 euro, la pizza costa 7. Ce ne sono molte versioni: marinara, completa (con cicoli, provola e ricotta), diavola gialla (con peperoncino), tarallo (con ‘nduja), con finocchi o polpo. La carta dei vini può migliorare e di molto, ma le pizze fritte sono da provare.
Isabella De Cham – via Arena alla Sanità 27
Pizza fritta 7 euro. Coperto: 2 euro
Altre pizzerie da provare

Altre opzioni che vi segnaliamo e vi consigliamo:
Tradizionali
Umberto a Chiaia
Michele ai Tribunali
Pizzeria Port’Alba
Ciro a Santa Brigida
Mattozzi a piazza Carità
Lombardi a Forìa
Da Attilio a Pignasecca
Starita
Pellone
Giovani maestri
Gino Sorbillo
Salvatore di Matteo
La Notizia di Enzo Coccia
Guglielmo Vuolo
Francesco e Salvatore Salvo alla Riviera di Chiaia
Pizza Fritta
Concettina ai Tre Santi
Masardona
Luigi Cippitelli a San Giuseppe Vesuviano
Fuori città
Pepe in grani – Caiazzo (Ce)
I Masanielli – Caserta
Fratelli Salvo – San Giorgio a Cremano (Na)
Casa Vitiello – Caserta
Decimo Scalo – Caserta
