I migliori ristoranti giapponesi di Milano, tra tradizione e fusion

Izu milano
Foto sito web Izu

I migliori ristoranti giapponesi di Milano. La cucina giapponese è davvero ampia e complessa, e da quando è diventata così popolare nel nostro Paese molto spesso si cede alla semplificazione Giappone/sushi, complici le decine di all-you-can-eat che abbiamo sotto casa. A Milano la cucina etnica ha sempre incontrato il favore del pubblico, con la conseguente nascita di due filoni di ristorazione nipponica: da una parte in città sono presenti vari indirizzi tradizionali, dove è possibile gustare l’autentica cucina del Sol Levante, mentre dall’altra numerosi chef hanno creato proposte fusion, con ristoranti di matrice giapponese con incursioni mediterranee e sudamericane. Per aiutarvi tra le tante scelte che Milano offre, abbiamo stilato una lista di locali che tengono conto di entrambe le parti: si spazia dallo storico Poporoya fino ad Iyo, primo stellato internazionale italiano, passando per lo street food di Maido! fino alla proposta di MU Fish, che coniuga cucina pugliese e giapponese, senza dimenticare i sushi bar, che sono tanti e di qualità.

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I migliori ristoranti giapponesi di Milano

Iyo – Taste of Experience

IYO – Taste of Experience – foto pagina Facebook Iyo

Aperto nel 2007 da Claudio Liu, Iyo è il primo ristorante “internazionale” ad aver ottenuto la stella Michelin. L’interno del locale è caratterizzato dal contrasto tra elementi vegetali, come le piante pensili, e arredi di design moderno, come i tavoli di marmo e i lampadari a cascata. È presente un banco del sushi, guidato da chef Katsumi Soga, dove i clienti possono assaporare la semplicità di un sushi di alta qualità. La cucina è invece capitanata dallo chef Giampiero Brotzu, che ha creato una proposta che non sarebbe corretto definire fusion, piuttosto di armonizzazione tra la cucina nipponica e la tradizione mediterranea. Basti pensare che tra i Signature Dishes troviamo il piatti come la Tartare di wagyu con cracker di amaranto, estrazione di mandorla d’Avola, puntarella in osmosi e katsuobushi di mela. A completare l’offerta una selezione di dolci a cavallo tra Francia, Italia e Giappone creati appositamente dal pastry chef Luca De Santi, e l’ampia cantina gestita da Danilo Tacconi, dove non mancano numerose varietà di sakè e birra giapponese. Da Iyo è possibile mangiare à la carte oppure optare per un menu degustazione di 9 portate a 125 euro, a cui è possibile abbinare 6 calici di vino al costo di 70 euro.

Iyo – Taste of Experience, Via Piero della Francesca 74, Milano. Tel. 02 45476898. Sito, Facebook
Aperto dal mercoledì alla domenica dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 23.30; il martedì dalle 19.30 alle 23.30. Chiuso il lunedì

Kappou Ninomiya

Kappou Ninomiya Milano
Sito web Kappou Ninomiya

Il nuovo ristorante di Ninomiya San (ex maestro di Fukurou) è incentrato sulla cucina “kappo”, a metà tra un raffinato pasto Kaiseki e un più popolare Izakaya. Il locale è accogliente, arredato con legno chiaro e luci calde, con un bancone dove, previa prenotazione, è possibile sedersi e ammirare Ninomiya San all’opera. La proposta è fedele alla tradizione: si va da sfizi come l’Hinode Karasumi, bottarga di muggine avvolta in surimi di pesce bianco al vapore (10 euro), passando per una sezione dedicata al sushi più classico fino ad arrivare agli agemono, dove spiccano le ostriche impanate fritte (3 pezzi per 9 euro) fino al ramen, che consigliamo di provare nella versione “Shio”, con pollo affumicato, uovo sodo sotto salsa di soia, porri, memma e spinaci (15 euro). Non mancano specialità come l’omusubi okaka, tonnetto essiccato grattuggiato (4 euro) e piatti più impegnativi come il Buta no kakuni kurumi sauce, coppa di maiale stufato in salsa di soia con salsa di noce (15 euro). Non ci siamo dimenticati del dolci: provate i Dorayaki farciti con crema di fagioli azuki.

Kappou Ninomiya. Via Fra Galgario 4, Milano. Tel. 02 91557472. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22.30, la domenica dalle 12 alle 15. Chiuso il lunedì

Aalto

Foto pagina Facebook Aalto – part of Iyo

Sempre Claudio Liu, ma stavolta ci spostiamo al primo piano della Torre Solaria, il più alto grattacielo residenziale d’Italia. Già l’ambiente suggerisce la differenza con Iyo: qui ci si muove tra tavoli in legno e poltrone in cuoio, con vista sul panorama urbano di CityLife. La definizione che Liu ha dato ad Aalto è quella di una “cucina libera”, dove una grande varietà di tradizioni culinarie diverse possono e devono avere un ruolo. In cucina troviamo chef Takeshi Iwai, che ha dato vista a una proposta dal sapore internazionale: spazio quindi a un caposaldo della cucina italiana come gli Spaghetti cacio e pepe, qui proposti alla tsukemen con brodo di anguilla in saor, o al Branzino con dragoncello e parmigiano; tra i dolci segnaliamo la Veneziana allo zafferano con gelato alla panna acida. Anche da Aalto è possibile mangiare alla carta o scegliere uno dei due menu degustazione, da 8 portate al costo di 150 euro o da 5 portate al costo di 135 euro. Oltre al ristorante è presente un banco dedicato al sushi che è un brand a sé: si tratta di Iyo Omakase “mi fido di te”, dove il sushi master Masashi Suzuki propone ai suoi ospiti un menu degustazione al prezzo di 150 euro all’insegna della tradizione Edomae-zushi.

Aalto Part of Iyo. Piazza Alvar Aalto / Viale della Liberazione 15, Milano. Tel. 02 25062888, Sito, Facebook
Aperto lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 19 alle 22; il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14 e dalle 19.30 alle 21.30. Chiuso il martedì 

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Bentōteca

Durante la pandemia Yoji Tokuyoshi si era trovato come molti ristoratori a dover chiude il suo ristorante di fine dining: da qui nasce Bentōteca, un progetto già in cantiere diventato poi una pronta risposta al periodo di crisi vissuto nel 2020. Il concept di Bentōteca è ispirato alla bento box, ovvero la versione della “schiscetta” made in Japan: da apertura temporanea il format è diventato definitivo, grazie a una proposta che coniuga la cucina giapponese creata a partire da ingredienti italiani. In carta troviamo una sezione interamente dedicata al tonno, dove spicca il Negitoro, un temaki di tonno da comporre al tavolo con alga nori e salsa a base di tuorlo e soia (26 euro). Si prosegue con gli assaggi, che vanno dalla tartare di fassona, calamari e pesto di nori (22 euro) fino al Nambazuke, ovvero lo sgombro fritto e marinato in stile carpione con verdure di stagione (14 euro). Tra le portati principali segnaliamo il Bento con salmone marinato nel miso e grigliato (16 euro) ma anche il Piccione Ubriaco, marinato nel sake servito con salsa alla Sardella e scorzonera fritta (33 euro). Non mancano i dolci, da una rivisitazione del gelato al the march, servito con crumble al cioccolato e sciroppo allo zucchero di canna fino al Taiyaki, pancake ripieno di marmellata di fagiolo rosso e crema di nocciole (tutti a 8 euro).

Bentōteca. Via San Calocero 3, Milano. Tel. 02 84254626, Sito, Facebook
Aperto dal martedì al giovedì dalle 19 a mezzanotte; venerdì, sabato e domenica dalle 12.30 alle 15 e dalle 19.00 a mezzanotte. Chiuso il lunedì

Osaka

Foto pagina Facebook Osaka

È il 1999 quando l’imprenditrice Naoko Aoki decide di aprire un ristorante tradizionale giapponese che non sia solo incentrato sul sushi ma proponga altre specialità come il ramen, all’epoca ancora poco noto nel capoluogo lombardo. L’idea si rivela vincente, e man mano Osaka allarga ulteriormente la proposta: in carta troviamo la Zarusoba, pasta di grano saraceno e frumento servita con brodo (12 euro), ma anche la zuppa di miso e scampi (10 euro), e specialità di carne come la cotoletta di carne di manzo accompagnata da salsa demi-glace (23 euro). Interessante la sezione Nabe, pietanze cotte in tavola direttamente dal cliente con un fornello: tra i vari piatti presenti segnaliamo la Fonduta alla giapponese con carne piemontese, oppure carne wagyu, e verdure; si lessa la carne nel brodo per qualche secondo, poi la si immerge in salsa ponzu o salsa di sesamo e, dopo aver concluso le pietanze, vengono aggiunti e cotti degli udon direttamente nella pentola usata per il Nabe (50 euro).

Osaka. Corso Garibaldi 68, Milano. Tel. 02 29060678. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23. Chiuso il martedì 

Nobu Milano

Foto pagina Facebook Nobu Milano

L’estetica minimalista ed elegante di Armani si fonde perfettamente con l’dea di cucina propria di uno chef come Nobu Matsuhisa: l’incontro tra i due, avvenuto molti anni fa a New York, ha dato vita al primo ristorante di Nobu in Italia (è prevista un’apertura a Roma nell’estate 2022). Qui la cucina è di matrice nipponica con influenze italiane e sudamericane. Il locale si sviluppa su due livelli: al piano terra è situato il Lounge Bar, dove spicca il lungo bancone dedicato all’aperitivo; al piano superiore il ristorante vero e proprio, dove gustare le specialità del menu alla carta.
La proposta è davvero ampia, dato che si spazia da tartare, sushi, sashimi, maki, tempura e ceviche fino a portate più corpose come la Costata di Angus dry aged con salsa anti-cucho (48 euro). Segnaliamo quindi uno dei signature dishes dello chef, i Ravioli di wagyu e cipolla caramellata con salsa nashi pear e burro tartufato, e le specialità dedicate alle incursioni del Sudamerica, come ad esempio i Nobu Tacos con astice (7 euro) o il Branzino cileno con salsa di riso integrale (40 euro).

Nobu Milano. Via Gastone Pisoni 1, Milano. Tel. 02 62312645. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15 e dalle 19 alle 23. La domenica aperto solo a cena 

Nozomi – Risorgimento

Foto pagina Facebook Nozomi

La filosofia alla base di Nozomi è quello di offrire ai suoi clienti un assaggio di Sol Levante: in menu non troverete il sushi, e probabilmente non conoscerete alcuni dei piatti che servono, dato che parte della loro missione è quello di proporre specialità poco note della tradizione nipponica, come il Nasu Dengaku, dove la melanzana e il miso vengono amalgamati tramite una particolare cottura al forno. La proposta comprende comunque classici come i Ravioli al vapore con ripieno di gamberi e calamari (12 euro), il Miso Ramen (13 euro) e un’ampia sezione dedicata alla Shokuji, pasta di riso in brodo: segnaliamo la versione con pastella di tempura (11 euro). Da notare che da Nozomi il menu è stagionale: in estate si trovano paste fredde, e le verdure utilizzate in cucina cambiano frequentemente.

Nozomi. Via Pietro Calvi 2, Milano. Tel. 02 76023197. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19 alle 22.45. Lunedì aperto solo a pranzo

Nishiki

Foto pagina Facebook Nishiki

Siamo in Corso Lodi, dove è situato una piccola chicca come Nishiki: gli arredi giocano infatti su un’atmosfera rétro-vintage, con poltrone in velluto verde e tavoli color ottanio arricchiti da dettagli dorati; al centro il lungo bancone del sushi bar dove i crudi vengono lavorati a vista; sono inoltre presenti sei salette private corredate di tatami adatte a cene più intime, prenotabili con una maggiorazione di cinque euro a persona sul conto.
Tra le varie proposte troviamo i Nishiki Spoons, piccoli assaggi gourmet serviti su cucchiai di ceramica come il Salmone con uovo di quaglia e scaglie di tartufo (3,50 euro); spazio ovviamente ai classici sushi, sashimi e carpacci, ma non mancano i piatti caldi come gli Yakimono: segnaliamo il Black Code, ovvero il merluzzo nero con salsa di miso (18 euro) e anche il Maguro no teriyaki, tonno alla piastra con crosta di sesamo (14 euro). In carta sono presenti Soba, Udon e ovviamente i dolci di ispirazione italiana, come la Bavarese alla nocciola con cuore di caramello, mousse di gianduja e cioccolato (11 euro); in ultimo le specialità, come i Fiori di zucca con tartare di gambero (15 euro) e il Vulcano Roll, tonno e avocado coperto con spicy tuna (14 euro).

Nishiki. Corso Lodi 70, Milano. Tel. 347 6957652. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12.15 alle 14.30 e dalle 19.30 a mezzanotte, il lunedì aperto solo a cena 

Ichikawa

Foto pagina Facebook Ichikawa

Ichikawa è il progetto personale di chef Haruo Ichikawa, che dopo aver guadagnato la stella Michelin da Iyo e aver creato Ichi Station, ha deciso di aprire un locale tutto suo a due passi da Porta Romana. Vengono proposte due opzioni: un menu degustazione “omakase” servito al banco dallo chef, da prenotare con almeno un giorno di anticipo, oppure si può ordinare alla carta. Si inizia dagli antipasti, come l’Harumaki, un involtino primavera giapponese (7 euro), e si prosegue con sushi e sashimi a volontà (il Sushi Mix costa 35 euro e vengono serviti 10 pezzi). Spazio ai vari Cirashi e i ai Nighiri, tra cui spicca il Nighiri a base di Wagyu (10 euro). Presente ovviamente la sezione Yakimono: segnaliamo lo Yakiniku, a base di fettine di carne di manzo con salsa yakiniku (20 euro); la carta si sposta verso l’Agemono, le zuppe, il riso e i Noodles: interessante il Goma men, spaghetti giapponesi con farina di semi di sesamo e gambero in tempura (18 euro). I dolci cambiano spesso, e hanno un costo compreso tra i 6 e i 12 euro. L’ambiente è essenziale: le due sale sono arredate con tavoli in legno e sedute in velluto verde oliva, con lampadari di design e un grande byōbu (paravento giapponese).

Ichikawa. Via Lazzaro Papi 18, Milano. Tel. 02 47750431. Sito, Facebook
Aperto mercoledì, giovedì e venerdì a cena dalle 19.30 alle 23.30; il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 15 e dalle 19.30 alle 23.30. Chiuso il lunedì e il martedì

Wicky’s Innovative Japanese Cuisine

Foto pagina Facebook Wicky’s Innovative Japanese Cuisine

La storia e la cucina di Wicky’s sono legate a doppio filo alla vita di chef Wicky Prian: originario dello Sri Lanka, una laurea in criminologia alle spalle, è approdato in Giappone dove è diventato allievo di due maestri del sushi come Kaneki e Sushi Kan. Undici anni fa la scelta di vivere in Italia, e di creare quella che è stata definita la “Wicuisine”: la sua personalità è intuibile già dal menu, che è suddiviso in “onde”. La prima onda è dedicata agli Exotic Appetizers, tra cui spicca l’Oriental Sicilia, a base di Gambero rosso di Mazara, Daikon marinato con aceto di riso dolce, tartare di tonno, caviale storione, crema di yuzu (38 euro); la seconda onda comprende il sushi, e menzioniamo il Sushi Kan Wicky’s Brand, uno dei “signature dishes” dello chef, dato che vengono serviti 8 pezzi di aburi nigiri, ciascuno con un topping diverso. Spazio al pesce e alla carne: da provare “Magica”, un filetto di branzino al vapore servito con salsa di Champagne aromatizzata con limone e soia (24 euro). L’ultima onda è una personalissima visione dei dolci: segnaliamo “Pianeta”, una sfera di cioccolato bianco con Dacquoise alla nocciola, composta di arancia tardiva calabrese, cremoso di finocchietto selvatico fresco e madeleine all’arancia (12 euro). Anche Wicky’s offre ai suoi clienti la possibilità di optare per tre diversi menu omakase, oltre che a offerte dedicate ai business lunch. 

Wicky’s Innovative Japanese Cuisine. Corso Italia 6, Milano. Tel. 02 89093781. Sito, Facebook
Aperto martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 23; il sabato e il lunedì dalle 19.30 alle 23. Chiuso la domenica

Maido!

Maido
Credits: Maido

Maido! nasce da un’idea di Costanza Zanolini (che nel 2021 ha aperto la sua sede anche a Roma, nostra Puntarella d’Oro 2022 per lo street food), che per prima ha proposto in Italia lo street food tipico di Osaka, l’okonomiyaki, una frittella salata a base di farina, verza e uova cotta sulla piastra e condita nei più svariati modi: la versione classica prevede l’aggiunta della salsa okonomi, una maionese giapponese, e scaglie di katsuobushi. Se state cercando di visualizzarlo basta ricordare Kiss Me Licia: gli okonomiyaki sono quelli cucinati da suo padre, di cui va ghiotto il gatto Giuliano. Il menu prevede altre specialità giapponesi come la zuppa di miso (3,50 euro), il ramen (11-12,50 euro), le bowls (10-12,50 euro) e i rice burgers in diverse varianti, come lo Yasai Itame, condito con un mix di verdure marinate e saltate con anacardi croccanti (9 euro). L’okonomiyaki è declinati in cinque varianti (8-9 euro): i gusti sono veggy, spicty, spinach&cheese, shrimp e pork. Le bevande sono in linea con la proposta, si spazia dal sakè alla birra giapponese, passando per varie tipologie di tè.

Maido! Via Savona 15, Milano. Tel. 02 39434027 / Via Jacopo dal Verme 16, Milano. Tel. 02 6071515. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 22.45

Dove mangiare a Milano spendendo poco

Izu Milano

Foto pagina Facebook Izu Milano

Insegna storica della cucina orientale a Milano, la storia di Izu inizia nel 1993, quando la famiglia Hu, originaria di Shangai, apre la sua prima attività, una piccola gastronomia di prodotti e materie prime nipponiche, fino ad arrivare all’apertura di un vero e proprio ristorante moderno, con una proposta che non si limita al food ma lascia ampio spazio alla mixology. Il menu è davvero ampio, dato che comprende antipasti, crudite, tartare, carpacci, pasta, riso, tantissime sezioni dedicate al sushi e anche un’incursione veg con piatti come il Pak Choi, cavolo orientale saltato in padella (7 euro). Tra le tante specialità segnaliamo il Calamaro pop, sfrangiato con perle di riso soffiato croccanti (10 euro) o il Re Rosso, un fiore di zucca in tempura con cream cheese, gambero rosso gigante Carabineros e salsa al bergamotto (23 euro). Una menzione d’onore va alla sezione drink: difatti è possibile accompagnare la cena a originali cocktails, come ad esempio l’Izu Mojito, a base di sakè e successivamente profumato alla vaniglia.

Izu Milano. Corso Lodi 27, Milano. Tel. 02 59900221. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 14.45 e dalle 19 alle 23.45. Chiuso il lunedì 

Yazawa

Foto dal sito web di Yazawa

Se ancora non aveste capito che il connubio cucina giapponese e sushi è limitante nei confronti di una tradizione culinaria decisamente più ricca, Yazawa è il posto giusto per voi: qui la proposta è totalmente incentrata sulla pregiatissima carne di wagyu, che i commensali possono cuocere autonomamente sulla yakiniku, la griglia giapponese, seguendo le indicazioni di chef Tsuyoshi Noikura (si conta il tempo dicendo “ichi, ni, san”). La carne viene proposta inizialmente condita con soli sale e olio di sesamo, poi servita con uovo in camicia e infine accompagnata dalla salsa segreta di Yazawa. Si può scegliere di mangiare alla carta, tuttavia esistono diverse soluzioni alternative: a pranzo sono disponibili vari menu fissi, mentre a cena si può optare per due diversi percorsi degustazione, rispettivamente da 90 e 140 euro. Interessante la scelta di concludere entrambi i menu con lo Shime, un riso bianco con ragù di wagyu. 

Yazawa. Via San Fermo 1, Milano. Tel. 02 36799710. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 18.30 alle 22, la domenica aperto solo a pranzo

Mu Fish – Oriental Taste

Foto pagina Facebook Mu Fish

Cambio di scenario: ci spostiamo a Nova Milanese, dove Mu Fish, fratello dell’insegna milanese Mu Dim Sum, viene guidato dalla chef Jun Giovannini, che attraverso la sua cucina racconta le sue origini geografiche e il suo percorso tra realtà diverse come Kanpai e Puro a Polignano a Mare. Il risultato è un dialogo tra la cucina italiana e quella giapponese che dà vita a piatti creativi come la Capasanta Timida, con spuma di latte, shiso, salsa di scalogno, noce moscata e scorza di limone (6 euro) o il Carpaccio con salmone, salsa allo yuzu, lime e cioccolato fondente (16 euro). Presenti in carta varie sezioni dedicate ai rolls, al sushi, al sashimi, ai dimsum e ai secondi, tra cui spicca l’Ushi Caffè Pugliese, una Noce di sbottona con purè di patate, rosmarino in tempura e salsa al caffè sgrumata (18 euro). Spazio anche ai nigiri creativi dello chef: interessante la combo gambero rosso con stracciatella e comodo confit (4 euro). I dessert sono invece opera del pastry chef Paolo Moschini, la cui proposta si muove tra tradizione nipponica con i mochi fino a ricette d’autore come la Mela matrioska, a base di mela caramellata, suprema, cioccolato, namelaka al limone, crumble di mandorla e cannella, cioccolato fondente (13 euro). Da Mu Fish sono presenti diverse formule per il business lunch e due formule degustazione per cena, rispettivamente da 55 e 80 euro.

Mu Fish – Oriental Taste. Via Galileo Galilei 5, Nova Milanese; Tel. 334 8041109. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19.15 a mezzanotte. Chiuso il lunedì 

Poporoya

Foto pagina Facebook Poporoya

Raccontare Poporoya vuol dire raccontare la storia della cucina giapponese in Italia, dato che il suo fondatore/proprietario/maestro, soprannominato appunto Shiro, ha aperto 45 anni fa il primissimo sushi bar di Milano. Scordatevi concetti come design, fusion, contaminazione: da Poporoya non si prenota, ci si mette in fila e si aspetta di sedersi al bancone, dove ad attendervi ci sta Shiro, con il suo menu tradizionale giapponese, non ampio ma di qualità. La proposta comprende una sezione dedicata al sushi e al sashimi, e segnaliamo qui uno dei cavalli di battaglia di Shiro, il Chirashi (16,50 euro). Si prosegue con gli uramaki, gli hosomaki, i temaki e una serie di piatti cotti come il polipo fritto spicy (8 euro) o i gyoza di maiale (8 euro). I dolci sono assolutamente tradizionali: menzioniamo il tortino di riso con marmellata di fagioli (3 euro).

Poporoya, Via Bartolomeo Eustachi, 17, Milano; Tel. 02 2940 6797. Sito, Facebook
Aperto tutti i giorni dalle 09.30 alle 14.00 e dalle 17.30 alle 21.30. Chiuso la domenica

I migliori ristoranti giapponesi di Milano

[Foto copertina sito Web Izu Milano]

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