Le migliori pinse di Roma, cinque locali dove assaggiare la specialità tipica. È nato prima l’uovo o la gallina? È nata prima la pizza o la pinsa? Spesso si legge che la particolare focaccia ovale, diffusasi con successo nella Capitale a partire dagli anni 2000, risalga addirittura all’Antica Roma e che ce ne sia traccia persino nell’Eneide. In realtà non esistono prove, anzi, a dire il vero, ad ammettere che si è trattato di una trovata pubblicitaria è stato lo stesso Corrado Di Marco, il tecnico pizzaiolo che ne creò l’impasto registrandone il marchio. Fake news o no, suggestioni o meno, la pinsa romana è ormai patrimonio culinario, grazie al suo impasto friabile e leggerissimo, realizzato da un mix di farine, caratterizzato dall’alta idratazione e frutto di una lievitazione molto lunga.
Ecco la nostra classifica delle migliori pinserie romane, anche in delivery, dove la digeribilità dell’impasto si sposa con ingredienti sempre freschi, talvolta biologici, e l’estro dei maestri pizzaioli regala nuovi abbinamenti, tra tradizione e originalità.
Le migliori pinse di Roma
Il Ponticello – Ostiense

Si respira la classica aria informale da brewery, al Ponticello, stile perfettamente in linea con la zona universitaria, tant’è che si trova a pochi passi dalla facoltà di Lettere di Roma Tre. Ambiente informale, amichevole, una buona selezione di birre alla spina artigianali (lasciatevi guidare prima di sceglierne una) ma, soprattutto, sua maestà la pinsa.
Il periodo del primo lockdown è servito da fucina per la rielaborazione dell’impasto, oggi ancora più leggero e friabile. Da condire affidandosi all’ampia offerta del menu con bianche e rosse, a partire da 6,50 euro per la Margherita, e una selezione di “Speciali”, oltre alle quattro stagionali. Tre le pinse invernali del Ponticello, da provare la Sicula, con fior di latte Alveti&Camusi, scarola ripassata, uvetta, stracciata di burrata, mandorle a scaglie e scorza di limone (12,50 euro), oppure la Cinghia, con pomodoro Gustarosso, fior di latte Alveti&Camusi, ragù di cinghiale homemade, grana padano DOP e trito di alloro (13 euro). Consigliato in abbinamento anche il supplì (2 euro), panatura a regola d’arte e ripieno filante e di qualità.
Il Ponticello. Via Ostiense, 427 Roma. Tel. 06 45473558. Sito. Pagina Facebook.
La Pratolina – Cipro

La pinseria storica protagonista dal 2001 dell’offerta del quartiere Prati, da qualche mese ha trasformato la sua formula trasferendosi nella nuova sede di via Rialto, vicino alla metro Cipro, e concentrandosi esclusivamente sul prodotto. La pinsa della Pratolina non solo cambia location, ma diventa esclusivamente da asporto o in delivery. Il succo rimane quello di sempre: impasto a base di farina “Pinsa Snella” – firmata Corrado Di Marco -, un mix di farine prive di OGM e pasta madre essiccata, friabile e dall’alta digeribilità, da gustare anche seduti a uno dei tavolini esterni.
La classica pinsa Margherita costa 6,50 euro, ma ci si può deliziare con proposte più sfiziose, come la Bismark, con mozzarella, funghi, uovo all’occhio di bue, carciofini, olive nere e prosciutto crudo (8,00 euro) o la Pratolina: mozzarella, crema di tartufo, champignon, caciocavallo e speck (9,50 euro).
La Pratolina. Via Rialto 16, Roma. Tel. 06 94379945. Sito. Pagina Facebook.
Mastro Pinsa – Eur

Mastro Pinsa è una certezza, a Montagnola. Pinseria – da sempre – da asporto (anche alla pala) che affianca alle pinse anche fritti, pane e dolci. Punto forte è l’impasto, estremamente digeribile e sempre ben condito. Nel menu si soddisfano i palati più convenzionali a partire dalle classiche, Margherita (a 5 euro) e Capricciosa (7,50 euro), ma si sperimenta anche, con la pinsa alla N’duja (6 euro) o la Gaetana, con scarola, alici, capperi e olive taggiasche (8 euro).
Mastro Pinsa. Via Fontanellato 50, Roma. Tel. 388 1711809. Sito. Pagina Facebook.
Pinsere e Parole – Sallustiano

Per una pinsa veloce, da mangiare a pranzo seduti ai tavoli all’aperto, oppure da asporto, fate un salto da Pinsere, di Gianni Angellili e Valentina Usai, rione Sallustiano. L’approccio è fatto di pinse ma anche di “parole”, con un’attenzione particolare al racconto e al dialogo con il cliente. L’impasto, a base di quattro farine – grano tenero, grano duro, riso e soia -, e l’alta percentuale di acqua, oltre alla lievitazione di tre giorni, rendono questa pinsa estremamente leggera.
Si parte dai classici, con la margherita a 4,50 euro, fino ad arrivare alle pinse più golose, come quella alla Mortadella, ricotta e pistacchio (6 euro) o la pinsa Patate, ciauscolo e mozzarella (6 euro). Per un tocco agrodolce da provare la Cacio e pepe con miele (6 euro).
Pinsere e Parole. Via Flavia 98, Roma. Tel. 06 42020924. Sito. Pagina Facebook.
Pinsa ‘mpo’ – Prati

In via dei Gracchi 7, la pinsa lievita rigorosamente per 48/72 ore, è croccante ma leggera, come vuole la ricetta, ed è condita con ingredienti bio. Il menu segue la stagionalità e, alle classiche (Margherita a 4,50 euro, Diavola a 4,90), si aggiunge una varietà non indifferente di proposte (più di 30), anche vegane. Il piccante è in perfetto equilibrio con la stracciatella nella Ventricina (salame piccante, mozzarella, misto di verdure, stracciatella e prezzemolo, a 5,90 euro), e predomina invece nella Vegana Piccante, con salsa di pomodoro, pomodoro pachino, aglio, origano, peperoncino, misto di verdure, salsa rossa piccante e prezzemolo (4,90 euro).
Inoltre, Pinsa ‘Mpo’, al costo di 20 euro, propone una box contenente tre pinse da 4,90 euro, tre supplì e una bibita grande a scelta tra birra nazionale da 66 cl, Fanta o Coca Cola da un litro e mezzo.
Pinsa ‘Mpo’. Via dei Gracchi 7, Roma. Tel. 06 88980716. Sito. Pagina Facebook.
