Pastella a Roma, la friggitoria gourmet con champagne nel cuore di Montesacro

Pastella a Roma, la friggitoria gourmet con champagne nel cuore di Montesacro

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Pastella a Roma, friggitoria gourmet a Montesacro. Ho letto che le cose più buone creano dipendenza. Non a caso c'è una vecchina che tutte le mattine, mentre fa la spesa al mercato, passa a ritirare la sua dose quotidiana di supplì. Si chiama Pastella il suo personale spacciatore e ha aperto a dicembre in viale Gottardo, a Roma. Sì, proprio a Montesacro, quartiere popolare, un po' periferico ma non troppo, assopito da anni. Tanto che, per vedere qualche testa dopo le 23 o piluccare qualcosa di decente, dovevi dirigerti verso San Lorenzo o Trastevere. Montesacro si risveglia con una felice novità, una friggitoria gourmet. Con materie prime selezionate (macelleria Liberati, tanto per dirne uno a caso), ricette della tradizione romana, vino naturale con focus sugli champagne e prezzi accessibili. Che, se come la vecchina siete drogati di supplì, da Pastella avete trovato fritto per i vostri denti. Ma qui non si friggono solo supplì.

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Parola d'ordine, molto in voga negli ultimi tempi, è street food. Ma di qualità. Solo piccoli produttori scelti. Come il riso di un piccolo artigiano del Monferrato. O la carne, proveniente dalla bottega-macelleria di Roberto Liberati. Prodotti rigorosamente stagionali. Non chiedete i fiori di zucca in pastella, se non è periodo. Le ricette nascono dalla disponibilità delle materie prime. Che c'è di buono? Peperoni cruschi dalla Basilicata. Come li cucinano? Roberto porta del buon pollo, unicamente da allevamento estensivo (non polli in batteria, per capirci). E così prendono forma le alette di pollo marinate e poi pastellate con i peperoni cruschi lucani. 

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L'idea nasce da tre giovani del quartiere, Martino Bellincampi, Matteo Santucci e Fabio Massimo Moreschini, appassionati di cucina e vini, già attivi nel marketing con YoYo Comunicazione. Una nuova avventura in un settore differente. "Non proprio – ci spiega Martino – con il mio lavoro costruisco. Costruisco campagne, contatti, idee. Già da più di un anno, era nell'aria di far nascere una piccola bottega del fritto. Sono nato e cresciuto a Montesacro. Non potevo che scegliere il mio quartiere per creare una nuova realtà". Martino dedica da anni gran parte del suo tempo libero alla passione per la cucina, trasformando nel weekend la sua casa in un home-restaurant ante litteram (solo per amici e solo per piacere, ovviamente). E' un appassionato di vini naturali e di champagne des Vignerons. Il mondo della gastronomia permette di spaziare senza limiti. Martino impasta, cuoce, assaggia, aggiunge, modifica. "Dovevo fare una scelta. Amo tutta la cucina, ho idee nuove che mi frullano per la testa ogni giorno, mi occorreva un binario sul quale potermi concentrare". Fritto, senza distrazioni. "Il nostro fritto è concepito come un'idea di street food duplice: da un lato proponiamo il cibo di strada semplice, tradizionale, le ricette della vera cucina romana; dall'altro lo coniughiamo con la qualità e la scelta delle materie prime, rendendolo gourmet. Così rendiamo il fritto una sorta di lente, che ci permette di spostarci geograficamente e socialmente. Il fritto di tutti e per tutti". 

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Prima di aprire il locale in viale Gottardo, Pastella è stata ospite di molti amici, come Comò, Cremolato, Feria sulla terrazza del Lanificio (nella foto in alto di Martino), da Coromandel e al Pigneto Food Market (nella foto in basso di Matteo).

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Se Martino è lo chef, Matteo è l'artista. Si è occupato interamente dell'arredamento di Pastella. E ha scelto una parola: legno. "Ci avevano stufato i soliti interni di mattonelle e piastrelle bianche. Volevamo creare un ambiente confortevole e originale. Abbiamo scelto il batipin, un legno chiaro che conferisce calore al locale. Qui è tutto home-made, non solo il cibo. Mi sono divertito anche a disegnare lampade e tavoli".

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Ci è venuta fame. Il menu? Supplì classico (1 euro), supplì romano o supplì di verdure (1 euro e cinquanta), polpette di bollito (3 euro), verdure in pastella, piccole (2 euro e cinquanta) o medie (5 euro); poi, immancabili, le patatine, piccole (2 euro e cinquanta) o medie (4 euro). Fermi, fermi. Montanara, la pizza fritta di Napoli con il pomodoro, formaggio e basilico (in foto, 1 euro e cinquanta). E ancora crocchetta di besciamella (2 euro) o stick di polenta (3 euro). Per finire, crema fritta panata con le giocciole extradark frullate (2 euro e cinquanta). Visto che in questi casi non si può – e non si deve – scegliere, si può optare per il "menu c'ho fame". Ossia uno di tutto. A 10 euro. Oltre al menu classico, ci sono le ricette stagionali. Vi avevamo anticipato le alette di pollo marinate fritte con peperone crusco, la polpetta cacio e pere supplì cime di rapa alici e provola. Basta un'occhiata alla lavagna per scoprire cosa viene proposto giornalmente dalla cucina. 

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Si parlava di champagne, no? Sgrassiamo i nostri fritti con le bollicine. Ma non solo. Visto che i piccoli produttori sono gli unici fornitori di Pastella, non potevano mancare i vini naturali. Sappiate che Martino ha girato in lungo e largo per fiere vinicole, da Cerea a Fornovo, fino in Loira e Champagne. La carta dei vini è stata selezionata semplicemente assaggiando. E parlando con i produttori. Criteri imperativi: non si deve usare chimica (solo lieviti indigeni, pochi trattamenti in cantina, niente aggiunta di solfiti) e si devono produrre poche bottiglie. Addirittura il numero di bottiglie? "Dietro a una una grande produzione c'è un imprenditore. Io sono alla ricerca di vignaioli. La cucina, tutta l'enogastronomia, è un'attività completamente artigiana. E lo deve essere per chi produce e per chi mangia. E ovviamente per chi trasforma, ossia noi", puntualizza Martino. 

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Qualche nome che potete degustare da Pastella, in calice (se disponibile) o in bottiglia. Le Petit Beaufort (champagne-non champagne per motivi geografici di una delle figlie di Beaufort), il Supermodest (vermentino di Provenza), il Despina di Quarticello (una malvasia emiliana mossa), Solo Uva (Franciacorta naturale), il Filari Corti di Bruna Carussin (moscato d'Asti). Senza dimenticare il Fallet-Prévostat, champagne della Côte des Blancs. Dicevi, Martino, che è stata dura ordinare lo champagne dalla signora Fallet, ottantenne vignaiola francese. "Nessuno sa il nome della signora, tutti la conoscono come signorafallè. Per evadere l'ordine ho chiesto alla signora l'indirizzo mail. Niente, la signora ne era sprovvista. Beh allora, signora Fallet, vogliamo procedere con il fax? Niente, nemmeno il numero di fax aveva. Signora mia, ma come si può ordinare il suo champagne? Che domande. Via lettera. Sissignora, e mi dica quante, quante me ne può spedire? Settantotto, dice la signora. E vada per 78". Di queste 78, vi consigliamo di assaggiarne almeno una da Pastella col prossimo supplì.

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Free wi-fi. O wi-fry, che dir si voglia.

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Pastella, la bottega del fritto. Viale Gottardo 39/41, Roma (quartiere Montesacro). Tel 333/4795167. Pagina Facebook. Aperto tutti i giorni, da mezzogiorno alle 2. Take away disponibile. 

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