Esselunga Roma: dieci motivi per fare la spesa nel nuovo supermercato che apre in via Prenestina

Esselunga Roma: dieci motivi per fare la spesa nel nuovo supermercato che apre in via Prenestina

Esselunga Roma Prenestina. Il supermercato più celebre del Nord Italia sbarca nella Capitale e vedrà la luce mercoledì 5 aprile nella nuova sede di ben 8.100 metri quadri a Roma Prenestina. L’apertura è slittata da Natale fino ad aprile 2017, un ritardo dovuto sia alla scomparsa del patron Bernardo Caprotti che ai tempi della burocrazia romana. Caprotti era noto per le sue battaglie contro la Coop e contro la sinistra. Ma al di là delle sue posizioni politicamente controverse, è indubbio che ha messo in piedi un impero con solidi radici. E siccome spesso ci si chiede il perché di tanto successo, abbiamo investigato: ed ecco 10 ragioni che hanno fatto dell’Esselunga uno dei supermercati più importanti d’Italia (e così attesi a Roma).

esselunga apre a Roma

1) Una storia cominciata nel 1957

La storia della “grande S” inizia nel lontano 1957 quando Nelson Rockfeller, Guido e Bernardo Caprotti fondano la “Supermarkets Italiani S.P.A” e nell’aprile dello stesso anno viene inaugurato il primo negozio Esselunga in viale Regina Giovanna a Milano. L’insegna verrà affidata al disegnatore Max Huber, che realizza la scritta “Supermarket” caratterizzata dalla esse con la parte superiore molto allungata; sarà proprio questa lettera ad assegnare il nome Esselunga al colosso dei supermercati nostrani. Alla fine del 1959 le sedi milanesi si quadruplicano e nel 1960 apre il primo negozio di Firenze, fino ad arrivare ai 155 punti vendita di oggi concentrati in Lombardia, Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, oltre che a Verona, La Spezia e Aprilia.

2) L’innovazione, a partire dal codice a barre

Caprotti prese ispirazione dai modelli americani di superstore e non perse tempo per introdurre elementi innovativi all’Esselunga, prima in Italia a introdurre nel 1980 il lettore di codice a barre, una vera e propria rivoluzione nella gestione del negozio, mentre nel 1987 viene inaugurato a Limito il primo magazzino merci completamente automatizzato. L’attenzione all’evoluzione dei sistemi di produzione e gestione della merce non hanno intaccato l’attenzione per le materie prime, alla freschezza e ai controlli serrati dei prodotti.

esselunga interni supermercato

3) No al franchising e scuola di formazione

Esselunga custodisce gelosamente il proprio business: tutti gli immobili sono di proprietà fin dal 1957 e sono gestiti direttamente senza nessuna formula di franchising. Molti prodotti sono lavorati e controllati direttamente presso gli stabilimenti produttivi interni, quindi via libera a piatti pronti, pasta fresca, torte, pane e, per i più sofisticati, dal 2016 è partita la produzione di sushi e onigiri. Nel 2009 è stato realizzato un centro specializzato nel sezionamento e sfesatura di carni bovine, suine e ovine e a Biandrate è nato lo stabilimento specializzato nella lavorazione dei prodotti ittici freschi, mentre nel nuovo stabilimento di Parma sono prodotte le linee di pasta fresca e ripiena. I mestieri del salumaio, il macellaio e fornaio vengono insegnati all’interno, in una vera e propria scuola di formazione professionale.

4) Grandi numeri e successo

Un fatturato che ha superato nel 2016 i 7,5 miliardi di euro, 155 superstore di 5 mila metri quadri e supermarket di 2.500 metri quadri (serviti da tre centri distributivi a Milano, Novara e Firenze), un numero dei dipendenti che svetta a 22 mila. Sono i numeri che fanno dell’Esselunga la più grande società italiana di grande distribuzione organizzata.

5) La cura di Caprotti per il cliente (e per il personale)

Bernardo Caprotti mise al centro del marketing l’attenzione al cliente, tanto che il patron visitava di persona i supermercati, verificando i prezzi e il comportamento del personale. Ogni negozio è stato creato ad hoc sia dal punto di vista della posizione, scelta strategicamente, sia da quello estetico e organizzativo: gli spazi sono ampi, puliti e curati e l’assistenza e cordialità al cliente è uno dei fiori all’occhiello dell’Esselunga.

esselunga roma pubblicità

6) Pubblicità e marketing

Chi non ricorda gli ortaggi/personaggi John Lemon e Bufala Bill? L’ “Esselunga prezzi corti” in quanto a pubblicità ha sempre primeggiato rispetto ai rivali. Si parte dagli anni ’60 con le copertine delle riviste Esselunga che vedono i sorrisi inneggianti alla spesa di Pippo Baudo e Raffaella Carrà alla campagna pubblicitaria del 1995 che finisce dritta al Musèe des Affiches du Louvre, fino ai gadget su Star Wars e allo spot natalizio di Chris Columbus, regista di Harry Potter.

esselunga roma

7) Spesa on line

Per chi invece non ha tempo e voglia di avventurarsi nel mondo di carrelli, casse e co. c’è la spesa on-line che l’Esselunga propone dal 2001 e copre 1.115 comuni in 5 regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Piemonte. Solo nel 2016, ha consegnato 1.350.000 spese fatturando 158 milioni di euro, (gareggiando contro Amazon e Carrefour) Se invece preferite scegliere davanti al computer ma ritirare la vostra spesa vis à vis, sappiate che è in via di sperimentazione (per ora solo a Varedo) il servizio “Clicca e vai” dove il cliente fa l’ordine online, qualche ora prima, e poi ritira gli acquisti in negozio, senza costi aggiuntivi.

Presto spesa Esselunga

8) Il Presto Spesa

Stanchi dell’ansia da prestazione in fila alla cassa? Ecco il Presto Spesa, un piccolo terminale che consente di mettere nel carrello digitale ogni articolo presente nel carrello “in carne e ossa”; una volta conclusa la spesa non resta che dirigersi alle casse automatizzate e dedicarsi al pagamento saltando la classica coda alla cassa.

 9) Prodotti biologici e senza glutine

Nel 1999 l’Esselunga ha creato la prima linea di prodotti da agricoltura biologica con il proprio marchio e in ogni store ha un vasto assortimento di prodotti gluten-free (qui l’elenco dei prodotti di negozi e sito e-commerce)

10) Impegno per il sociale

Nel 2016 l’Esselunga ha destinato 9 milioni di euro a iniziative di solidarietà sul territorio, senza dimenticare le donazioni verso l’Unicef, A.I.C.I.Onlus, L’A.I.S.M e tante altre.

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