Ristoranti a Bologna, guida per fuorisede che non sanno dove portare a mangiare i genitori

Ristoranti a Bologna, guida per fuorisede che non sanno dove portare a mangiare i genitori

guida ai ristoranti di bologna per fuorisede

Ristoranti a Bologna e fuorisede. A Bologna capita che gli studenti fuorisede non sappiano dove portare i genitori a mangiare al ristorante. Non è un problema di pochi, visto che la città universitaria per eccellenza sembra abitata solo da fuorisede, forse perché sono quelli che si fanno notare di più, forse perché molta parte dei bolognesi vive in posti chiamati Borgo Panigale, San Lazzaro, Casalecchio o Zola Predosa. Lo studente genericamente non ha molti soldi e, anche quando è benestante, è più interessato a vivere la propria condizione di avanguardia del degrado che a dedicarsi alla scoperta della ristorazione cittadina. L’arrivo del genitore in visita è una delle poche opportunità per farlo e qui vogliamo dare dei suggerimenti per sfruttarla al meglio. 

guida ai ristoranti di bologna per fuorisede

Il Diana, ottimi coperti a 4,50 €

 

Se i genitori sono facoltosi, non pensateci un secondo, portateli al Diana. Fatelo subito, vi prego, senza incrociare pareri e recensioni, la ragione non vi darà più il coraggio di farlo. Volete far vedere ai vostri cari la Grassa Bologna in un’atmosfera anni Sessanta? Portateli al Diana. Volete cercare la sintonia con l’aristocrazia locale? Be’, sapete dove dovete andare, non siate modesti che magari ci beccate pure Gianni Morandi. Approfittatene e fate vedere che la vita in città costicchia, tanto pagano loro, no? Quanto? Antipasti sui 10 €, primi 11 e secondi dai 16 in su.

Se invece volete ponderare meglio la scelta rimanendo in centro e mangiando cucina tradizionale le soluzioni non mancano. Il miglior tortellino in brodo di Bologna è questione certo molto delicata e non vorrei liquidare l’affare in poche righe. Mi limiterò quindi a dire che al momento Biagi rimane al vertice della mia provvisoria e personale classifica. Il ristorante in realtà si chiama Osteria della Lanterna, via Savenella 9/A, e gode di rinomata fama proprio per i tortellini di sfoglia fine e dimensioni molto ridotte (13€ al piatto). L’atmosfera è molto raffinata, anche se l’oste è piuttosto alla mano specie nel redarguire ogni pratica scorretta di elaborazione del suo brodo. Se i vostri genitori sono mantovani o reggiani o amano per qualsiasi legittimo motivo il lambrusco nel brodo dei tortellini siate pronti al peggio. O evitatelo il peggio, portateli verso la Trattoria del Biassanot, solida cucina emiliana (e umbra) in un ambiente tra i più caldi ed eleganti della ristorazione cittadina, anche piuttosto vicino alla zona universitaria, dato che sta in via Piella 16. Mio padre ne è sempre stato innamorato, la carne di agnello è deliziosa (10-12€), il Lambrusco spuma rosso rubino intenso con riflessi violacei, non ricordo qualcosa che mi abbia mai deluso.

biassanot

Il Biassanot

 

Giudizio analogamente positivo lo merita La Spiga di via Broccaindosso 21, trattoria semplice negli arredi, tradizionale e impeccabile nella proposta culinaria (primo, dessert, vino della casa, caffè siamo sui 25-30 €).

Fin qui vi ho dato le dritte per  colpire il genitore con delle scelte identitarie decise, tutto sarà sotto controllo, Bologna sarà quella che immaginavano e non spenderanno nemmeno molto. Se invece si vuole alzare la posta propongo due alternative:

  • l’Osteria Bottega: è un’eccellenza gastronomica, se cercate la lussuria l’avete trovata, sta in via Santa Caterina 51. Proverete la migliore cotoletta alla petroniana e non solo, ma ricordate che è dispendioso, ha spazi stretti e obbligo di prenotazione. I tavoli sono da due e quindi il numero dispari potrebbe disincentivarne la scelta, ma se l’attenzione dei vostri genitori è posta unicamente sul cibo rimarrete sbalorditi. Una gigantesca cotoletta alla petroniana (o bolognese che dir si voglia) per due, una bottiglia di eccellente Lambrusco Grasparossa bio, un contorno, acqua e due caffè per 64€, senza coperto.
  • anche allo Zenzero Bistrot è necessaria la prenotazione, visto che il locale è tra quelli di maggior successo sotto le torri. In questo caso però la cucina è biologica con verdure fresche di stagione e deliziose ricette vegane (straccetti di seitan glassati all’arancia commoventi per 10€), spettacolari i dolci. Anche i genitori più tradizionalisti in vena di sperimentazioni gradiranno e senza spendere cifre da capogiro si sentiranno in una metropoli internazionale. Se venite dalla provincia farete loro capire che ormai siete cittadini del mondo. Se i vostri genitori sono poi vegetariani o vegani portateli qui senza alcun indugio. Lo Zenzero Bistrot sta in via F.lli Rosselli 18, i primi vengono 7,5-8€, qualcosa di più per i secondi, i dolci 5,5.

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Ogni giorno allo Zenzero Bistrot il menù cambia, chissà cosa avrebbero fatto la sera con carote e mele.

 

Ci sono poi le opzioni fuori porta.

Se hanno la macchina e vorranno andare sui colli consiglio per la primavera/estate l’Osteria del Nonno, dove mangiare a 5 minuti dal centro (via di Casaglia 62) crescentine, tigelle, salumi e squacquerone, con una spettacolare vista sul primo Appennino. Bel posto per prendere del fresco, con 20€ a testa ce la si fa a mangiare e a bere. Per l’autunno/inverno consigliatissima la gita appenninica a Badolo. A una mezzora di strada panoramica verso sud c’è infatti la Antica Hostaria della Rocca di Badolo, che propone tartufo, porcini, calde stufe e ampie vetrate su uno splendido paesaggio di montagna. Mediamente caro (30€ per persona, di più se si scelgono piatti tartufati) ma molto buono.

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Lambrusco, crescentine, salumi e frescura all'Osteria del Nonno

 

In tutto questo rimangono da collocare i genitori che, incuriositi dalla vecchia immagine che avevano di Bologna, cercano ancora delle tracce di un mondo che non c’è più. Fatelo per loro, portateli da Vito, in via Musolesi 9, poco fuori dal centro. Sta a due passi da via Paolo Fabbri 43, dove viveva Guccini, storico avventore la cui icona ricopre come carta da parati le squallide mura. Si mangia da sempre male, tutti lo sanno, anche se l’ultima volta che ci sono stato ne sono uscito soddisfatto, un po’ perché il prezzo è piuttosto popolare, un po’ perché andavo cercando tracce di un mondo che non c’è più.

Detto questo io la prossima volta porterò i miei da 2 cuoche 1 cucina,  via Barbieri 56 A/B, in Bolognina. Locale semplice e pulito, cucina casereccia con porzioni generose, rapporto qualità prezzo ineguagliabile (3 primi, tre bicchieri di vino, un tiramisù familiare e acqua per 32€!). L’unico problema è che la sera è aperto solo il venerdì e il sabato, a meno che non siate una famiglia numerosa: oltre le 8 persone il locale sarà aperto solo per voi.

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Le tagliatelle al ragù fatte in casa di 2 cuoche in 1 cucina

 

I locali citati

Diana, via Indipendenza 24, tel. 051 231302

Biagi – Osteria della Lanterna, via Savenella 9/A, tel. 051 4070049

Trattoria del Biassanot, via Piella 16, tel. 051 230644

La Spiga, via Broccaindosso 21, tel. 051 230063

Osteria Bottega, via Santa Caterina 51, tel. 051 585111

Zenzero Bistrot, via Fratelli Rosselli 18, tel. 051 5877026

Osteria del Nonno, via di Casaglia 62, tel. 051 589093

Antica Hostaria della Rocca di Badolo, Via Brento, 2, 40037 Sasso Marconi, tel. 051 847506

Vito, via Musolesi 9, tel. 051 349809

2 cuoche 1 cucina, via Barbieri Giovanni Francesco 56/A/B, tel. 051 6310696

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