Roma est, c’è poesia a Centocelle: viaggio tra kebab ed enoteche chic

Roma est, c’è poesia a Centocelle: viaggio tra kebab ed enoteche chic

di Margherita Bianchini

Roma est è da alcuni anni una denominazione geografica tipica, grazie all’imporsi del Pigneto come meta di serate alcolico-culturali (e di Tor Pignattara, che abbiamo raccontato qui). Ma l’est è un orizzonte che si può spostare più in là e, seguendo i binari dei tram che solcano la Prenestina, è semplice raggiungere il quartiere con le vie dai nomi di fiori: Centocelle.

Zona decentrata che gode di fama per la sua popolosità – 55 mila residenti, facile conoscerne almeno uno – e per la presenza dello storico centro sociale Forte Prenestino. Per trascorrere un pomeriggio diverso andate a trovare il vostro amico di Centocelle e fate una passeggiata tra le vie ortogonali lungo le quali si infilano una dopo l’altra palazzine di tre quattro piani dalle linee squadrate e sobrie dell’edilizia anni Sessanta. Lungo via dei Castani potrete notare qualche villino liberty, residenza in origine degli ufficiali aviatori del primo aeroporto d’Italia, una vasta area verde che oggi dovrebbe essere riconvertita a parco archeologico. Il quartiere conserva un’aria tranquilla e vecchiotta, con numerosi bar pasticceria, ristoranti pizzeria e lo sferragliare dei verdi tram. Nel punto di fuga prospettico delle vie orientate a est si scorgono le sagome dei Castelli romani, insomma, c’è poesia a Centocelle.

Se talvolta vi capita di sentire da un’auto in transito note neomelodiche o di avvertire lo scoppio di qualche petardo o fuoco d’artificio, non temete: sono i festeggiamenti per il ritorno a casa di un carcerato o, almeno, così si racconta da queste parti. Nella vostra passeggiata potrete anche andare in cerca delle opere pittoriche di qualche artista "specializzato" in serrande di negozi: l’anonimo ritrae i prodotti venduti e li cala in un altrove rarefatto di nuvolette e sbuffi bianchi che buontemponi di quartiere trasformano in sbuffi di fumo psicotropo aggiungendo ai graffiti grosse joint.

Dopo avere ammirato queste espressioni di street art, con l’amico potete passeggiare nel parchetto dedicato a madre Teresa di Calcutta in attesa che si manifesti un certo languorino. Ma cosa offre Centocelle agli affamati? Certamente una specialità del quartiere è il kebab: la vulgata vuole che in via dei Castani 251 si trovi il migliore di Roma: Ciro kebab. Effettivamente il kebab qui è di qualità superiore, a partire dal pane, fatto in loco. Il personale è super cordiale e allegro e per ingannare l’attesa (c’è sempre un po’ di fila) regala polpette di falafel.

Per un’esperienza più esotica c’è il kebab in via dei Pioppi 6, in una zona caratterizzata dall’immigrazione nordafricana e dalla discreta presenza dell’acquedotto alessandrino. Accanto al kebabbaro c’è una cartolibreria coranica, con “catechismi” anche in italiano, per chi volesse approfondire la sua conoscenza dell’Islam.

A poca distanza, in via delle Azalee 4 è di prossima apertura con nuova gestione L’oasi di Marrakech, che proporrà cucina marocchina, tunisina e italiana.

La prima e terza domenica del mese vale la pena di attraversare i bastioni del Forte Prenestino, in occasione del mercato di prodotti agricoli Terra-terra, tutto biologico, chilometro zero e da mangiare subito sulle panche all’aperto. Restando in tema di centri sociali, ha aperto da marzo Bam, Biblioteca abusiva metropolitana, in via dei Castani 42. Al piano terra di uno stabile occupato, un gruppo di ragazzi ha allestito una biblioteca frutto delle donazioni degli abitanti del quartiere, aperta tutti i pomeriggi dalle 15 in poi. E’ un posto molto ben curato e accogliente e dotato di un piccolo bar che in occasione di presentazioni ed eventi offre aperitivi nordafricani.

Per chi vuole concedersi un comodo pranzetto (o cenetta), in piazza delle Iris 13 – la piazza del mercato coperto – c’è un mini ristorante, La lupa, con una decina di coperti e la cucina a vista. Le preparazioni sono casalinghe, genuine, con i classici primi romani e tra i secondi il roast beef, specialità della casa. E’ possibile prenotare il ristorante intero e stabilire insieme al proprietario il menu. E’ un posticino gradevole, che dà l’idea di mangiare a casa di qualcuno. I prezzi sono abbastanza contenuti, si pranza con 20 euro.

Negli ultimi tempi a Centocelle il panorama della ristorazione sta mutando velocemente grazie a numerose aperture di locali gestiti da giovani che danno particolare attenzione all’ambiente e ai menu. In questa new wave rientrano diversi locali molto apprezzati, per citarne alcuni: le enoteche Bianco e rosso in via Parlatore 44, Il Turacciolo in via Tor dei Schiavi 126 e La Vinileria in via delle Fresie 6, un pub enoteca con arredo rock e vinilico che abbina la vendita di dischi alla mescita di birre e vini.

E parlando di ristoranti giovani, non potevamo non scoprirne uno che ha aperto un anno fa, L’Artista, in via delle Robinie 45, attirati dall’offerta del pranzo a 10 euro (dal martedì al venerdì). Il ristorante è ampio, arioso, con i soffitti alti che disperdono il chiacchiericcio rendendo l’atmosfera rilassante. L’arredamento è curato, con tavoli e sedie in stile provenzale dipinti di bianco. Alle pareti una decorazione con pagine ingiallite di vecchi libri e una piccola mostra: gli artisti possono infatti proporsi per essere esposti e il ristorante si presta a fare da galleria.

Il menu a 10 euro comprende un primo, un secondo, acqua e caffè; la scelta è ovviamente ridotta a poche portate, ma dà la possibilità di un pranzo vegetariano. Gnocchi al pomodoro e fettuccine con ricotta e guanciale erano i primi. Il rischio banalità degli gnocchi al pomodoro è stato evitato grazie a un sugo dotato di carattere: consistenza cremosa e sapore rotondo.

Anche le fettuccine avevano una loro personalità per il guanciale croccante e la ricotta freschissima.

I secondi prevedevano crostino di scamorza, con cicoria e crema di cicoria – ben presentato, con il formaggio tostato al punto giusto per mantenere una consistenza morbida – e i classici straccetti con la rucola. Ecco, anche gli straccetti che spesso sono un piatto scialbo, erano qui arricchiti da un sughetto saporito e la carne di cottura perfetta: tenera e soda.

Il personale è molto cordiale ma forse andrebbe rinforzato. C’era una sola persona a servire ai tavoli e questo ha reso il servizio un po’ lento, ma è proprio l’unico difetto. Abbiamo sbirciato il menu alla carta e per una cena la spesa si aggira sui 25-30 euro: i primi vanno dagli 8 ai 12 euro e i secondi di carne sono intorno ai 15 euro. I vini sono biologici.

 

I locali

Ciro kebab, via dei Castani 251

Kebab, via dei Pioppi 6

L’oasi di Marrakech, via delle Azalee 4

La lupa, piazza delle Iris 13, tel 06-2598803

Enoteca Bianco e rosso in via Parlatore 44, Tel: 3388420148 – 3200311772

Il Turacciolo, via Tor dei Schiavi 126, Tel 06- 24403231

La Vinileria, via delle Fresie 6

L'artista, via delle Robinie 45, Tel 06-64810895

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  • Roberta

    Ottimo!! Sono una fan del quartiere che in effetti ha un'anima bella. Non c'entra con l'eno-gastro, ma c'è un meraviglioso libro di Portelli su Centocelle: Città di parole. Storia orale da una periferia romana.
     Mi ha spalancato un mondo!!

  • Roberta

    Anni fa frequentavo una minuscola enoteca in via delle Albizzie (vicino viale della Primavera). Mi pare si chiamasse "Peccati divini". C'è ancora? E com'è?
    E poi, sempre in tema di cibo, non si può non citare Michelangeli, lo storico negozio di baccalà e stocco in via Bresadola. Credo che a Roma sia tra i migliori; gran bel posto!!

  • elisa

    L'enoteca in via delle Albizzie esiste ancora, sì. :-)

    Io in questo quartiere ci sono arrivata dieci anni fa, con la mia venuta a Roma, e iniziai subito a dire le cose che ora si sentono sempre più spesso su questo posto, tra gli sguardi increduli di tutti. Ed invece eccoci qua, io ad amare alla follia questo quartiere dai confini così precisi e netti, e il resto del mondo ad accorgersi della sua bellezza strana ma (per me) quasi commovente. :-)

  • Roberta

    Scusate, e DOL (denominazione di origine laziale) in via Panaroli non lo citiamo? Formaggi, salumi & c. di piccoli e piccolissimi produttori: la qualità equa ad un prezzo equo. Materiale resistente!

  • Laura

    Peccati di vini è all'undicesimo anno di attività! Come il vino … migliora con gli anni!

  • "Se talvolta vi capita di sentire da un’auto in transito note neomelodiche o di avvertire lo scoppio di qualche petardo o fuoco d’artificio, non temete: sono i festeggiamenti per il ritorno a casa di un carcerato o, almeno, così si racconta da queste parti" … FORSE FINO AGLI ANNI '80! ROMANTICO MA ANACROSTICO QUESTO PARTICOLARE!!
    COMUNQUE COMPLIMENTI PER IL BEL PROFILO CHE EMERGE DI CENTOCELLE

  • Andrea Moretti

    Dalle sue parole deduco che la sua visita a Centocelle sia stata tanto rapida quanto casuale. Sono felice che nonostante il poco tempo ci sia stato qualcosa che l'abbia colpita ed affascinata. Sono un po' meno contento dell'impressione generale che potrebbe averne un lettore che non vi sia mai stato, nonchè molto scontento dell'abuso di alcuni luoghi comuni ormai sfatati da 30 anni almeno. Per cominciare quest'idea di "pregiudizio da sfatare" per cui si debba dimostrare che centocelle non sia solo borgata e camorra è tipica di chi il quartiere lo conosce molto poco e soltanto per lontani sentiti dire. La "gloria" centocellina di roccaforte criminale appartiene agli anni 70/80, al giorno d'oggi c'è una modesta presenza camorrista come in ogni altro quartiere di Roma; a voler esser pignoli è molto più alta al pigneto in quanto ci girano più soldi e più droga. Di cattivo gusto anche l'ironia gratuita sui graffiti, ma sorvoliamo: quello è stile.
    Ma veniamo a quello che davvero dovrebbe contare in questo articolo: la Gastronomia. Ho senz'altro apprezzato alcune delle realtà da lei consigliate, tuttavia mi sembra un riassunto davvero poco efficace della realtà del quartiere. Come le è già stato segnalato non si può parlare della gastronomia a Centocelle senza citare DOL di Vincenzo Mancino che non esiterei a definire il cuore pulsante di tutto ciò che nel quartiere sia commestibile. Basti pensare che ristoranti di altissimo livello su roma e non solo vengono qui a far la spesa e che non esiste nessuno di più autorevole per quanto riguarda la distribuzione, la promozione e la conservazione delle realtà autoctone d'eccellenza del Lazio. Venendo ai locali non posso fare a meno di segnalarle locali neonati o storici che stanno contribuendo ad un esponenziale crescita della qualità dell'offerta nel quartiere. Tra le enoteche e pub Il già citato Peccati di Vini, Vitis Vinifera, Il Baraka Bistrot(eccellente selezione di birre e musica live), l'Essence Wine Bar, il Wine Not(conosico una persona innamorata della loro carbonara); tra i ristoranti Le Quattro Monete(un'eccellenza per i crudi di pesce), l'Arancia Blu(tra i ristoranti vegetariani più elogiati di Roma), Zio Dante, L'Amicone, "Pizzeria Bisteccheria"(dove la pizza la fa un ex pizzaiolo del gambero rosso), La Fraschetta(cucina dei castelli per il pranzo tipico dei lavoratori del quartiere), la gelateria Strawberry Fields(tra le migliori di Roma Est), la pizza a taglio di Pizza Imperiale, la pizza di Giustina; realtà etniche come Energia do Brazil(frullati e specialità brasiliane), Gui Lin(tra i cinesi economici meglio recensiti su Roma); Realtà del cibo notturno come gli innumerevoli forni che offrono più o meno legalmente pizzette espresse a 1 euro, la Pucceria Poldo che fa espresso anche il pane per il panino(uno per uno), il Cornettaro di via dei Ginepri, i panini di Orfeo che nato a centocelle si è allargato su tutta Roma, così come il Kebab di Ciro che ora conta almeno 5 filiali.
    Non mi dilungo oltre, ma era giusto dare ai lettori un'infarinata ben più veritiera su quanto potrebbero trovare passando per Centocelle. Ci tengo inoltre a precisare che non gestisco nessuno di questi locali e che non sono particolarmente campanilista… do semplicemente a Cesare quel che gli spetta.
    Ovviamente la mia critica vuole essere assolutamente costruttiva, ed anzi la invito a tornare nel quartiere con più tempo e buoni consigli.

  • giampiero

    Speriamo che non lo facciano diventare un covo di hipster e finti alternativi come il pigneto!

  • francisco

    scusati se Vincenzio Mancigno è stato solo sul time…mica lo puetono cognosciere tutti!!!
    ma chi cazzolo ha scritto questio articulo…e la egnoteca su viale della primabera donde è e clemente alexa eleognora??? viva centocelle abbasso i giorgnalisti ignorante!!!

  • Iulio Orange

     perché tante parole… quando basta la mappa … i solo i migliori 
     

  • Chris

    Beh signori state dimenticando Beer Style a via dei Platani, di fronte a Discopiù, aperto da un annetto, ma in fatto di birre artigianali e specialità americane (pastrami, pulledpork, cicken wings…) la fa da padrone.

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