Spuntì e Tegolino, la cena anni ’80

Cosa resterà degli anni '80? Spuntì, Simmenthal, Sofficini, Billy. E poi pennette con la vodka, risotto allo champagne, filetto al pepe verde e rucola come se piovesse.  L'Amarcord degli anni dei paninari questa volta non è musicale né cinematografico, ma gastronomico. Un ripassino, rivisitato, lo preparano Marco Baccanelli e Francesca Barreca, i due cuochi creativi di The Fooders, mercoledì 30 gennaio al Porto Fluviale. E voi cosa rimpiangete dei pasti di quel glorioso e poco sobrio decennio? 

 

"Non si esce vivi dagli anni '80". Citano gli Afterhours, Francesca e Marco, rispondendo all'unisono alla domanda sul perché abbiano scelto di dedicare proprio a quegli anni la prima di una serie di cene nel Salotto del Porto Fluviale (la cui programmazione quotidiana è affidata a Maria Catalano). Entrambi nati sotto le stelle del 1981, avevano appena 4 anni nel 1985, anno in cui ambientano il loro ritorno al futuro gastronomico: "In molti ambiti i richiami a questo periodo sono sempre più frequenti: moda, cinema e musica. Per noi è naturale cogliere questi input e riproporli nella nostra cucina", spiega la coppia romana di cuochi sperimentatori. 

The Fooders sta anche per aprire un piccolo spazio, nel quartiere Centocelle: un laboratorio con annesso micro shop e tavolo da 10 coperti: "Un contenitore che ci permetterà di mantenere l'informalità di cui siamo portatori sani", commentano. E intanto ricordano quei mitici anni d'infanzia in cui non esistevano ancora le merendine macrobiotiche e i succhi bio. Si mangiavano Buondì e si bevevano Billy. "Già mangiavo tutto il junk food tipico di quegli anni, che per fortuna veniva bilanciato dalla pesantissima (ma buona) cucina romana di mia madre: lasagne, carciofi alla romana, polpette al sugo, ali di pollo", dice Marco. La sua compagna ricorda soprattutto "le fette biscottate con la Nutella davanti al cartone animato Pollyanna, appena uscita da scuola, quintali di pop-corn e l'hamburger dei primi fast food". Come maddalene proustiane, le porzioni che prepareranno fanno rivivere queste suggestioni. Ecco il menu, strutturato come quello di un ristorante d'antan: "tris di primi, doppio secondo e antipasto misto ci hanno permesso di prepare più portate e di rendere più divertente e articolato il viaggio nel tempo".

Fra gli antipasti non poteva mancare il classico grissino col prosciutto, presentato in questa versione con un grissino stirato artigianale e un buon Prosciutto di Parma. Poi frittata di maccheroni, piatto emblema del riciclo casalingo, e Fegatì, versione rivisitata dello Spuntì, un patè realizzato con una base di vitello e rinforzato nel sapore con i fegatini di pollo.

Di primo, altri grandi classici: pennette al salmone, preparate con salmone fresco e panna fresca. Le tre P (panna, prosciutto e piselli) riproposte in chiave finger, nel ripieno dei conchiglioni. Terzo ed ultimo primo, il tortello tonnato, ovvero il vitello tonnato scomposto e riassemblato in un tortello: vitello nel ripieno, salsa tonnata per condire

Fra i secondi, il monumento gastronomico degli anni '80, sua Maestà la Simmenthal,  quella che "tagliata fina fina" in mezzo all'insalata veniva fatta passare per una vera leccornia dalla mamma perfettamente permanentata della pubblicità. Sarà uno dei due secondi piatti, fatta di coda vaccina in purezza con la sua gelatina, e una reinterpretazione del filetto al pepe verde in versione mini burgher", commentano i due cuochi.

Il dessert è un ricordo delle mattine e dei pomeriggi d'infanzia: una merendina, il Tegolino. Per l'occasione sarà composto da un soffice pan di spagna (vero) bagnato nel cioccolato fondente 71% e servito con zabaione.

Carta e pennaBack to the Fooders, mercoledì 30 gennaio 2013, ore 20.00 presso il salotto del Porto Fluviale, via del Porto Fluviale, 22. Prenotarsi a salotto@portofluviale.com o chiamare 06 5743199

 

10 Comments

  • Lucia Magi
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Io ricordo i sofficini scongelati male nel fornetto della Mulino Bianco. E poi che volevo le Timberland.

  • francesca
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Qualità bassissima, ma siamo cresciuti bene, no? Io sempre merenda con le Girelle motta. Avevano quel gusto così prefabbricato che neanche si capiva se c'era davvero il cacao…

  • cristina
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    mmmhhh i sofficini! quelli con prosciutto e mozzarella e quelli sani agli spinaci e i tentativi falliti con mia sorella di far uscire il sorriso formaggioso

  • 28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Che bel post. Io farei veramente un monumento gastronomico ai pennette al vodka. Io facio anche salmone e vodka. Buonissimo. Rissotto al salmone, mai provato ma ci proveró. Grazie! 

  • paolo
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    quello sì che era mangiare! no le schifezze di oggi… bell'articolo, complimenti!

  • Camilla
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    C'era anche il soldino, molto più cioccolatoso del tegolino, e le camille un po' snobbate perché troppo "sane". Comunque il Billy resta la mia madeleine!

  • Marta
    28 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Uh, ¡qué pinta más estupenda! Viajo a Roma el 6 de febrero y creo que una gran amiga ya ha hecho una reserva en este restaruante. ¡Me muero de ganas de probarlo todo!

  • Giuseppe
    29 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Il vero tegolino anni 80 era quadrato!
    http://www.nijirain.com/golo-tegolino.JPG

  • Giuseppe
    29 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Trovato anche il soldino!
    http://www.nijirain.com/golo-soldino.jpg
    Comunque l'idea della cena è spettacolare! Mitici The Fooders!

  • alberto
    30 gennaio 2013 | Permalink | Rispondi

    Idea originale e ottimo articolo! Peccato solo che adesso ho voglia di fare merenda coi Rice Krispies guardando Bim Bum Bam…

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