Cuccagna, un (gran) Posto a Milano

Cuccagna, un (gran) Posto a Milano

Beh, tanto di cappello. Un posto così, a memoria, a Milano non se lo ricorda. Definirlo bello è riduttivo. Se ne parla da anni e da anni un gruppo di testardi cittadini ha deciso fermamente di salvare questa splendida cascina urbana del ‘700, Cascina Cuccagna, nel cuore di Milano, tra corso Lodi e porta Romana. Alla fine ce l’hanno fatta. Nove consorzi che hanno messo in piedi un progetto sociale (sì, abbiamo scritto sociale, paura eh?). Uno spazio di 4000 mila metri quadrati che ospita orti didattici e serre, una bottega a filiera corta, un’agenzia per il turismo agricolo-territoriale, spazi per ospitalità temporanea, laboratori, incontri e esposizioni. E naturalmente un bar e un ristorante. Con uno chef d’eccezione, ben noto in città: Nicola Cavallaro. Inaugurato il 9 aprile, ponte tra città e campagna, sarà tra i più frequentati durante il Salone del Mobile. Noi ci siamo andati il giorno dell’apertura e, visto che spiegarlo non è facile, abbiamo pensato di raccontarvelo con un reportage fotografico. In attesa di provare la nuova cucina “democratica” di Cavallaro.

L’ingresso di Cascina Cuccagna, una delle più antiche cascine agricole milanesi, fondata nel 1695

Ciottolato, portone di legno e la volta oltre la quale si intravede il giardino, curato dai Fratelli Ingegnoli

Qualche postazione nel giardino per rilassarsi e bersi un bicchiere

La Cascina Cuccagna è stata ristrutturata da un’equipe di architetti, restauratori, ingegneri e operatori edili coordinata da Marco Dezzi Bardeschi

La Galleria, un po’ il salotto della cascina, dove si chiacchiera e si beve qualcosa. Il bar interno è informale e luminoso. La cascina risponde ai principi di bioarchitettura e di sostenibilità energetica.

Al bar si può mangiare, tra le altre cose, salame e parmigiano (2,5 euro), trancio di focaccia (2 euro), pinzimonio (2,5) sarde in saor (due a 2 euro), Mondeghilo (0,75), uovo sodo )1,5), due uova in cereghin con pancetta (6,5)

La finestrella che collega l’ampia sala con i tavolini al bancone del bar

Ed ecco il bancone, lungo nove metri, baricentro ideale di tutto il Posto a Milano. La Cascina è aperta dalla mattina fino a tardi.

Le ricette sono pensate sulla base dei prodotti stagionali del territorio: la distanza dei principali ingredienti non supera i 200 km. Con un impianto a induzione che contiene i consumi elettrici, la cucina conta 10 fuochi, un forno, un’impastatrice, un sistema per la cottura a bassa temperatura, una griglia, una grande zona per il lavaggio, 8 banchi per la preparazione e 10 celle frigorifere.

I tavoli apparecchiati in attesa dell’inaugurazione del ristorante, guidato da Nicola Cavallaro, che annuncia sul sito che proporrà “una cucina democratica, sana e di gran gusto”. Per ora è obbligatoria la prenotazione per il ristorante.

La sala più grande del ristorante, con tavolini sociali, rettangolari e rotondi. Lo stile è informale, un po’ campagnolo, come si conviene a una cascina.

Una delle salette interne, più raccolte e invernali. Tra i piatti in lista ci sono i tortelli di coniglio alla cacciatora (10 euro), l’orzo alle verdure con olive taggiasche e pesto (7 euro), la zuppa di fave e cicoria con caprino (8), la lasagna alle erbeyte di campo (8 euro), il pollo con patate al rosmarino e misticanza (14), la bistecca di fassona (22), le sarde in saòr con barba di frate (11 euro)

Pasta, pane e dolci sono fatti in casa. Verdura e frutta, farine, oli provengono da agricoltura biologica. La maggior parte dei piatti sono vegetariani, molti sono senza glutine e tutti i prodotti sono rintracciabili.

Tra i vini bianchi ci sono il sauvignon e il moscato secco di Adriano Marco e Vittorio (12 euro), il Riesling Manzoni Belmonte (15), il Garda bianco L’Ulif (15) e il Riesling Isimbarda (16). Tra i rossi qualche frizzante, la Bonarda Travaglina (11) e il Lambrusco delle Cantine Virgili (14). Poi, tra i fermi, la Barbera Travaglina (11), il Merlot Trevisani (16) e il Rosso Oltrepò San Michele ai Pianoni (15)

Nel giardino ogni giovedì si riunisce il Gruppo Porte Aperte che organizza tornei di burraco, corsi di cucito e laboratori di scrittura creativa

Attraverso il sito si potrà partecipare ai molti eventi organizzati dai volontari, comprese le visite all’orto della Cascina.

Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna angolo via Muratori. Per prenotazioni: info@unpostoamilano.it – tel. 02 5457785. Il sito

Autore

Potrebbe interessarti anche

Dinette Milano, la moda della mezza porzione nella trattoria moderna in zona Risorgimento

Dinette Milano. Convivialità, mezze porzioni e clima da “vecchia Milano”: questo è Dinette – Cucina di Ringhiera, una trattoria moderna che da settembre 2015 ha aperto in via Bronzetti, zona Risorgimento. La novità …

Recensioni 0 Commenti

Serge Milano, in Duomo cannoncini espressi farciti con creme e cioccolato

Serge Milano. A pochi passi dal Duomo, precisamente in via Mazzini 8, c’è una nuova pasticceria che sta attirando fin dai primi giorni d’apertura una buona clientela di curiosi e …

Gustatio Milano, alta qualità pugliese (e non solo) in via Santa Sofia

Gustatio Milano. Tel. 02 3650 9751. C’era una volta, nella centralissima via Santa Sofia (al civico 24), Varrett, una boutique gastronomica pugliese dove i prodotti pugliesi di prima scelta, tutti accuratamente …

  • daniela ladiè

    Ieri hanno aperto anche le botteghe, frutta, verdura, pane giallo, conserve, salumi….E' un posto bellissimo, si respira un'aria "buona" . Sono entusiasta e felicissima perchè per me è anche vicino a casa.

  • spugna

    sono d'accordo la location è splendida ma il servizio è al di sotto di standard accettabili… camerieri che prima di servirvi finiscono con calma di bersi il loro caffè, cassieri che si grattano, persino uno con i dreadlock… siccome non siamo al leoncavallo (e i prezzi lo confermano) un po' di professionalità in più non guasterebbe

  • Alba

    Senza contare che la domenica a pranzo, soprattutto nella bella stagione, è invasa da decine di bambini urlanti. Massimo rispetto per i bimbi, ma trovarsi a pranzare nel bel mezzo di un parco giochi con piccini allo stato brado e genitori 'libertari' forse non è una prospettiva allettante per tutti…